Pietro Genuardi, l’ultimo saluto tra dolore e sorrisi
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Pietro Genuardi, attore noto al grande pubblico per i ruoli in CentoVetrine e Il paradiso delle signore, è stato salutato per l’ultima volta martedì 18 marzo nella Chiesa degli Artisti a Roma. La cerimonia, iniziata alle 14.30, ha visto la partecipazione di familiari, amici e colleghi, riuniti per onorare la memoria di un uomo che, nonostante la malattia, ha lasciato un’impronta indelebile nel cuore di chi lo ha conosciuto. Genuardi, scomparso il 14 marzo all’età di 62 anni a causa di un tumore del sangue, aveva espresso un desiderio ben preciso per il suo addio: che i presenti portassero con sé il sorriso, anziché il lutto.
La moglie, Linda Ascierto, ha condiviso sui social un messaggio straziante, rivolto al marito poche ore prima dei funerali. “Ciao amore mio, questa notte sarà difficile e lunga. Ti ho cercato poco fa, ho chiamato il tuo nome e ho anche urlato Amooo ma… chissà perché non senti. Sordo come una campana!”, ha scritto, descrivendo con toni intimi e affettuosi i dettagli che rendevano unico Pietro: l’abito verde petrolio, la camicia bianca, i calzini a righe e i gemelli che amava indossare, il ciuffo ribelle e i baffi sempre curati. Un ritratto che ha commosso chiunque abbia letto quelle parole, un tributo d’amore che va oltre la morte.
Durante la cerimonia, Linda ha voluto ricordare Pietro con gioia, esortando i presenti a celebrare la sua vita anziché piangerne la scomparsa. “Vogliamo celebrare Pietro col sorriso con cui se n’è andato, vorrei che oggi fosse una festa”, ha dichiarato ai microfoni de La volta buona, sottolineando come l’attore avesse affrontato la sua battaglia con coraggio e determinazione, senza mai perdere la speranza. Una forza che ha caratterizzato anche gli ultimi mesi della sua vita, durante i quali aveva deciso di condividere pubblicamente il suo percorso, diventando un punto di riferimento per molti.
Tra i presenti, non sono mancati volti noti del mondo dello spettacolo, che hanno voluto rendere omaggio a un collega stimato e amato. La Chiesa degli Artisti, luogo simbolo per chi lavora nel settore, ha accolto un’atmosfera carica di emozioni, dove il dolore per la perdita si è mescolato alla gratitudine per aver conosciuto un uomo che, anche nella malattia, ha saputo trasmettere positività.




