Giustizia, l'Istat certifica i progressi ma il civile resta il tallone d'Achille del Pnrr
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Redazione Interno
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Il dato, per certi versi confortante, arriva direttamente dall'Istituto nazionale di statistica e restituisce l'immagine di un sistema giudiziario che, negli ultimi anni, ha subito una significativa accelerazione. Il primo report dedicato all'efficienza della giustizia, mettendo a confronto i flussi dei procedimenti tra il 2019 e il 2025, certifica un miglioramento sensibile dei tempi, una maggiore capacità di definizione delle cause e un arretrato storico ormai ridotto all'osso.
Un quadro che, se letto in controluce rispetto agli impegni assunti con il Piano nazionale di ripresa e resilienza, rivela luci e ombre piuttosto nette.
Il dato sui tempi civili e il gap con l'obiettivo europeo
Proprio sul fronte del contenzioso civile, la fotografia scattata dall'Istat evidenzia un netto calo della durata media dei processi, attestandosi su una riduzione del 28 per cento, e tuttavia il traguardo fissato dalla Commissione europea, che prevedeva un abbattimento del 40 per cento, rimane ancora fuori portata. Un obiettivo, quest'ultimo, che il nostro Paese si è impegnato a raggiungere entro la scadenza del 30 giugno 2026, data entro la quale dovranno essere conseguiti tutti i target concordati in sede europea per il comparto giustizia.
La Cassazione fa sprint e centra l'anticipo sul penale
Diversa, e per certi versi più incoraggiante, è la situazione che riguarda la giustizia penale e, in particolare, il settore della Cassazione. L'obiettivo promesso a Bruxelles prevedeva una durata media dei processi non superiore a 677 giorni; ebbene, l'attuale disposition time si è attestato a 621 giorni, con un risultato che ha permesso al Paese di centrare con ben nove giorni d'anticipo l'obiettivo concordato.
Un risultato, come è stato sottolineato, che ha il merito di compensare i ritardi accumulati nei primi due gradi di giudizio, offrendo un parziale ma significativo respiro all'intero sistema.
L'analisi dell'Istat e il quadro di riferimento del Pnrr
Il report dell'Istat non si limita, tuttavia, a una semplice fotografia dell'esistente; piuttosto, inquadra l'andamento dell'efficienza giudiziaria all'interno del perimetro stringente degli obiettivi dettati dal Pnrr, offrendo così una chiave di lettura politica oltre che tecnica dei progressi compiuti.
Il dato sulla riduzione dei tempi medi del civile, per quanto positivo, evidenzia come la strada da percorrere sia ancora lunga e irta di ostacoli, mentre la performance della Cassazione rappresenta un esempio virtuoso di come il sistema, laddove sollecitato, sappia rispondere con prontezza agli stimoli della riforma.




