Garlasco, il caso Poggi riapre: tra vecchie amicizie e nuovi indagati
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Redazione Interno
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Si conoscevano da sempre, quelli che allora erano poco più che ragazzi. Giocavano alla playstation, correvano in bici per le strade di Garlasco, e d’estate si ritrovavano nelle piscine delle villette di famiglia, tra festini a tema e serate che sembravano non finire mai. Erano amici del fratello di Chiara Poggi, Marco, e spesso si riunivano proprio a casa sua, dove la 26enne sarebbe stata uccisa il 13 agosto 2007. Tra loro c’erano le cosiddette “cugine vamp”, allora additate per un certo esibizionismo, il figlio dell’ex sindaco, compagno di scuola di Alberto Stasi, e persino un 36enne che oggi ha preso i voti come frate domenicano, un tempo legato all’avvocato di Andrea Sempio.
Quella comitiva, che malvolentieri si ritrova a parlare del passato, è tornata al centro delle indagini. Perché se Stasi, l’ex fidanzato di Chiara, ha ormai quasi scontato i suoi 16 anni di carcere – condanna confermata in via definitiva – la procura di Pavia è convinta che ci sia ancora qualcosa da scoprire. E l’unico nome emerso in questa nuova inchiesta è quello di Sempio, amico del fratello della vittima, finito nel mirino degli inquirenti.
"All’inizio ho pensato che fossero venuti per arrestarmi". A dirlo è stato lo stesso Sempio, in un’intervista a Quarto Grado, raccontando il momento in cui i carabinieri si sono presentati a casa sua per una perquisizione. "Poi mi hanno detto: ‘Guarda, siamo mandati per fare la perquisizione’. E poi si sono messi all’opera, e via". Le sue parole arrivano mentre la scienza torna a giocare un ruolo cruciale: la caccia al Dna e a nuove impronte potrebbe riscrivere la storia di un delitto che, nonostante una sentenza passata in giudicato, continua a dividere.




