Garlasco, il pm Civardi e il "dono dell'ubiquità" di Cassese: la versione dell'ex capitano dei carabinieri
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Redazione Interno
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Nel caso Garlasco emergono dubbi sui tempi dei verbali di Sempio e Biasibetti. Il pm Civardi contesta la sovrapposizione oraria, mentre l’ex capitano Cassese spiega che gli interrogatori si svolgevano in uffici diversi della caserma e venivano interrotti per esigenze investigative e logistiche.
Garlasco, parla Cassese
I nuovi spunti per il dibattito sul caso Garlasco sono arrivati dall’ultima puntata della trasmissione “Quarto Grado”. Al centro dell’attenzione c’è la deposizione dell’ex capitano dei Carabinieri Gennaro Cassese, ascoltato dal pubblico ministero Stefano Civardi, in merito alla gestione dei verbali e alla ricostruzione temporale degli interrogatori effettuati nella caserma di Vigevano nel 2008.
Uno dei punti più controversi riguarda proprio la sovrapposizione degli orari dei verbali. Il pm Civardi evidenzia una possibile incongruenza: il verbale relativo ad Andrea Sempio risulterebbe iniziato alle 10:30 e concluso alle 14:40, mentre nello stesso arco temporale, alle 11:25, risulta avviato anche il verbale di Alessandro Biasibetti. Da qui la contestazione ironica sulla ricostruzione dei tempi, con il riferimento al “dono dell’ubiquità”, cioè la possibilità apparente dell’ex capitano di essere in due luoghi contemporaneamente per sottoscrivere entrambi gli atti.
La risposta in studio
Durante la trasmissione, l’ex ufficiale ha dato la sua spiegazione. Le attività non si sarebbero svolte in un unico ambiente, ma in uffici differenti dello stesso comando. Secondo la sua ricostruzione, Sempio sarebbe stato ascoltato nel nucleo operativo, mentre gli altri soggetti venivano sentiti in un’altra area della struttura.
Cassese spiega infatti che, per esigenze investigative, gli inquirenti avrebbero dovuto interrompere l’interrogatorio per spostarsi fisicamente all’interno della caserma e proseguire altre attività. “Noi abbiamo sospeso quel verbale per consentire andare a prendere lo scontrino, poi ci siamo recati dall’altra parte della caserma per sentire gli altri ragazzi”. Questa ricostruzione viene presentata come una possibile chiave per comprendere la sovrapposizione degli orari nei verbali, che altrimenti apparirebbero incompatibili.
Lo scontrino e la posizione su Sempio
Un altro passaggio emerso riguarda la posizione dell’ex capitano rispetto al proprio operato. Cassese, sempre secondo quanto riportato nel programma, afferma di non aver attribuito inizialmente particolare rilievo ad Andrea Sempio, spiegando di averlo convocato nell’ambito di un’attività conoscitiva più ampia. “Per me Sempio non l’ho mai attenzionato, col senno del poi mi poteva colpire il fatto che avesse conservato lo scontrino per un anno”, ha riflettuto in un’altra occasione. Al momento dei fatti, però, per Cassese non vi erano elementi tali da considerarlo un soggetto centrale.
In puntata è stato mandato in onda un audio del 4 aprile 2025, relativo al primo interrogatorio con il pm Civardi, che gli chiedeva conto del secondo interrogatorio ad Andrea Sempio, datato 4 ottobre 2008. La vicenda si è poi complicata: il 27 giugno 2026 Cassese è stato convocato di nuovo in Procura, dove gli è stato chiesto sia degli interrogatori a Sempio e ai suoi amici, che dai verbali risulterebbero in contemporanea, sia della nota vicenda dello scontrino del parcheggio, elemento legato all’alibi dell’allora testimone.
Anche in quell’occasione i “non ricordo” sono stati diversi, tanto che il verbale è stato interrotto, ricordandogli che il Codice Penale punisce sia le dichiarazioni mendaci sia quelle reticenti.
Perché Cassese è indagato
L’ex capitano dei carabinieri Gennaro Cassese è indagato dalla Procura di Pavia per false informazioni ai pubblici ministeri. L’indagine riguarda il suo ruolo nelle prime fasi dell’inchiesta del 2008 sull’omicidio di Chiara Poggi, con particolare attenzione agli interrogatori degli amici di Marco Poggi, tra cui Andrea Sempio.
Al centro delle contestazioni ci sono le presunte anomalie nei verbali, le incongruenze negli orari e possibili omissioni su eventi avvenuti durante le audizioni, come il malore di Sempio con l’intervento del 118, episodio di cui non vi è traccia nei documenti ufficiali sebbene risulti dalla documentazione sanitaria. I magistrati ipotizzano che alcune circostanze rilevanti non siano state correttamente riportate nei documenti ufficiali.
Cassese ha respinto le accuse, sostenendo di non ricordare i dettagli per il tempo trascorso e ribadendo la correttezza generale del proprio operato. “Io affronto la cosa con serenità. Chi fa Polizia Giudiziaria lo sa, non è la prima volta che sono sottoposto a informazioni di garanzia”. Secondo la sua versione, eventuali vuoti o irregolarità sarebbero legati alla complessità delle operazioni e al lavoro su più fronti investigativi.




