Garlasco, l’ex comandante Gennaro Cassese indagato per false informazioni: i “non ricordo” su Sempio
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Redazione Interno
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Il giallo di Garlasco torna a far parlare di sé con un nuovo, inaspettato capitolo giudiziario. La Procura di Pavia ha iscritto nel registro degli indagati l’ex comandante della Compagnia dei carabinieri di Vigevano, Gennaro Cassese, oggi in pensione, con l’ipotesi di reato di false dichiarazioni al pubblico ministero. Al centro del provvedimento, che arriva a distanza di quasi due decenni dall’omicidio di Chiara Poggi, c’è il verbale di un interrogatorio del lontano 2008, quello che vide protagonista Andrea Sempio, all’epoca amico del fratello della vittima.
L’ex ufficiale, che per primo entrò nella villetta di via Pascoli dopo il delitto e condusse i primi interrogatori, ora si trova a dover rispondere di omissioni che gli inquirenti ritengono decisive.
Il verbale del 2008 e le incongruenze
Il nucleo dell’indagine è rappresentato dalle dichiarazioni rese da Cassese durante un’audizione di un anno fa, quando venne sentito come testimone nel nuovo fascicolo che vede indagato Andrea Sempio per l’omicidio della giovane. In quell’occasione, il magistrato Stefano Civardi sottopose all’ex comandante una serie di domande precise relative al verbale redatto il 4 ottobre del 2008.
In quell’interrogatorio, il ventenne Andrea Sempio aveva consegnato ai carabinieri lo scontrino del parcheggio di Vigevano come un alibi non richiesto, a prova del fatto che il giorno del delitto, il 13 agosto 2007, si trovasse fuori Garlasco per acquistare un libro.
La posizione di Cassese si è fatta pesante quando, di fronte a specifiche richieste del procuratore, ha opposto una serie di “non ricordo” giudicati evasivi. Dai magistrati è emerso che, durante quell’interrogatorio del 2008, Sempio accusò un malore tanto grave da rischiare di svenire, al punto che fu necessario l’intervento del 118, come attestato dai registri sanitari. Eppure, nel verbale ufficiale dell’audizione non vi è traccia di quell’episodio.
Un’altra anomalia riguarda la dinamica dello scontrino-alibi: il ragazzo raccontò in televisione di essere andato a prenderlo a casa durante l’interrogatorio, mentre il verbale lascia intendere che lo avesse già con sé dall’inizio. A Cassese, che rispose di non ricordare anche in questo caso, il magistrato fece notare la rilevanza dell’elemento e, contestualmente, gli chiese se soffrisse di problemi di memoria, domanda alla quale l’ex carabiniere rispose negativamente.
La contestazione della Procura
L’atteggiamento di Gennaro Cassese, considerato reticente dal pubblico ministero, ha spinto la Procura a procedere con l’iscrizione nel registro degli indagati, formalizzata lo scorso maggio. L’accusa ipotizza che l’ex ufficiale abbia volontariamente omesso informazioni rilevanti durante l’audizione, non fornendo un quadro veritiero di quanto accadde durante i primissimi accertamenti sul delitto di Chiara Poggi.
A pesare, oltre al malore di Sempio non verbalizzato, è anche la sovrapposizione degli orari in cui, lo stesso 4 ottobre 2008, vennero sentiti altri testimoni come Freddi, Capra e Biasibetti, creando un intreccio temporale che Cassese non ha saputo spiegare se non con un secco “non ricordo”.
La replica della difesa
Gennaro Cassese, dopo aver appreso della sua posizione, ha nominato come legale l’avvocato Valter Biscotti. Il difensore ha immediatamente preso le distanze dall’impostazione della Procura, dichiarando di non credere che esistano i presupposti di legge per la contestazione del reato di false informazioni. Secondo il legale, il comportamento del magistrato sarebbe “un po’ anomalo” e finalizzato a ottenere un riscontro su alcuni aspetti di un’inchiesta che la difesa definisce già “abbastanza debole” nella sua impostazione.
La replica della difesa si inserisce nel clima di acceso dibattito che circonda il caso, destinato a tenere banco anche nei programmi televisivi di approfondimento.
Nel frattempo, il caso Garlasco è destinato a tornare sotto i riflettori della cronaca televisiva. Oggi, mercoledì 8 luglio, la trasmissione "Zona Bianca", condotta da Giuseppe Brindisi su Rete 4, dedicherà ampio spazio ai nuovi sviluppi del giallo, con un parterre di ospiti tra avvocati, criminologi e genetisti pronti a discutere le ultime novità dell’indagine.




