Il virus hantavirus sale a bordo: la mv Hondius e la quarantena dei passeggeri tra Tenerife e l’Italia

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Il sospetto focolaio di hantavirus che ha colpito la nave da crociera mv Hondius – un’epidemia circoscritta ma tecnicamente complessa, vista la natura del patogeno trasmesso da roditori infetti – ha innescato una reazione a catena tra protocoli sanitari, evacuazioni mirate e perfino un’operazione militare britannica a migliaia di chilometri di distanza. Mentre l’imbarcazione rimane ormeggiata al porto di Tenerife, con a bordo passeggeri e membri dell’equipaggio dichiarati “asintomatici” dalle autorità locali, l’allarme si è esteso a sorpresa fino a Tristan da Cunha, l’arcipelago remoto nell’Atlantico del Sud.

Paracadutisti e ossigeno sull’isola più isolata del mondo

A scatenare l’intervento diretto del Regno Unito è stata l’individuazione di un sospetto caso tra i residenti dell’isola, un cittadino britannico che si trovava a bordo della stessa mv Hondius. Sei paracadutisti e due sanitari militari sono stati lanciati con bombole d’ossigeno e materiale medico, un’operazione logistica estrema resa necessaria dall’assenza di strutture ospedaliere adeguate sul territorio. “Tutti asintomatici – hanno riferito fonti ufficiali – operazione sotto controllo, nessun contatto con i locali”. La frase incidentale rassicura sulla separazione tra il personale militare e la popolazione residente, evitando così il rischio di una propagazione incontrollata del virus in un ecosistema fragile e senza alternative sanitarie.

Tutti asintomatici a Tenerife, ma la quarantena resta

Le evacuazioni dalla mv Hondius procedono senza criticità, stando alle dichiarazioni della ministra della Salute spagnola Monica Garcia Gomez. “La nave è arrivata alle 6.30 e un’ora dopo il personale sanitario è salito a bordo per una prima valutazione: tutti erano asintomatici”, ha spiegato la titolare del dicastero. Un quadro clinico che non ha però impedito l’attivazione delle misure restrittive: quattro passeggeri italiani, infatti, sono stati posti in quarantena fiduciaria, mentre cinque cittadini francesi – secondo un comunicato congiunto dei ministeri della Salute e degli Esteri di Parigi – verranno rimpatriati “oggi stesso con un volo sanitario”. Una volta in Francia, per loro sono previste 72 ore di quarantena ospedaliera, seguite da 45 giorni di isolamento domiciliare con monitoraggio continuo. Le procedure, si legge nella nota, sono state “effettuate nel rispetto dei protocolli sanitari vigenti e in conformità con le raccomandazioni dell’OMS”.

Il volo Klm, la donna morta a Johannesburg e i quattro italiani in sorveglianza

Il rischio legato all’hantavirus è arrivato in Italia per via aerea, non via mare. Il ministero della Salute ha attivato la “sorveglianza attiva” su quattro passeggeri che si trovavano a bordo di un volo Klm in coincidenza per Roma. Su quell’aereo era salita per pochi minuti – un dettaglio cruciale nelle indagini epidemiologiche – una donna che aveva viaggiato sulla mv Hondius, successivamente ricoverata e morta a Johannesburg a causa del virus. I quattro viaggiatori, ad oggi asintomatici, risiedono in quattro regioni diverse (Calabria, Campania, Toscana e Veneto), e per ciascuno di loro sono state disposte quarantene precauzionali. Nessuno di loro ha sviluppato sintomi al momento della ricostruzione dei contatti, ma la finestra di incubazione del virus – che può variare da una a otto settimane – impone un monitoraggio prolungato.

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