La tragedia dei gemelli Fierloni: folgorati a Magione, uno nel tentativo disperato di salvare l’altro

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La campagna umbra, che di solito avvolge i suoi abitanti in un silenzio quasi ovattato e rassicurante, martedì sera è stata teatro di una scarica elettrica letale, quella che ha strappato la vita a Giacomo e Francesco Fierloni. I due fratelli gemelli, che di lì a un mese avrebbero spento ventitré candeline, sono morti folgorati nella frazione di Soccorso, in località La Goga, mentre tentavano di recuperare un piccione da richiamo che stavano addestrando. Una passione, quella per la caccia e per la cura dei volatili, che li aveva portati ad allontanarsi dal capanno di famiglia nel tardo pomeriggio, lanciando ai parenti solo un rapido messaggio per avvisarli che sarebbero rientrati più tardi, senza immaginare che quelle sarebbero state le ultime parole.

La dinamica e l’urto con i cavi ad alta tensione

Secondo una prima e approfondita ricostruzione condotta dai carabinieri della compagnia di Città della Pieve, i due ragazzi si stavano addentrando in una zona boschiva e impervia – quella ai margini del laghetto vicino al loro capanno – quando hanno utilizzato una lunga asta metallica per cercare di far scendere il volatile. È stato proprio quel gesto, apparentemente meccanico e abituale per chi pratica l’addestramento, a rivelarsi fatale: toccando i fili della media tensione (si parla di una potenza di 20 mila Volt), l’attrezzo è diventato un letale conduttore di energia. L’alta tensione, che non perdona la minima distrazione o il più piccolo errore di calcolo, li ha travolti in una manciata di secondi, lasciando sul terreno i loro corpi senza vita. Lo zio paterno, insospettito dal fatto che i due non rispondessero al telefono, si è messo sulle loro tracce e, grazie anche alla condivisione della posizione GPS che uno di loro aveva inviato alla fidanzata, li ha scoperti stesi nell’erba alta, in un punto dove i mezzi di soccorso faticavano ad arrivare.

L’estrema catena del soccorso e le indagini

Non appena l’allarme è scattato, sono intervenuti due equipaggi del 118 supportati dall’elisoccorso, ma per i sanitari non c’era ormai più nulla da fare; le manovre di rianimazione cardiopolmonare si sono rivelate vane, e anche l’intervento tempestivo dei vigili del fuoco per il recupero delle salme – operazione resa complessa dalla conformazione del terreno – non ha potuto cambiare l’esito di quella tragedia. Sul posto, gli investigatori hanno rinvenuto i cosiddetti “marchi elettrici” sui corpi, segni inequivocabili che confermano l’ipotesi iniziale della folgorazione da arco voltaico. La pm Annamaria Greco, che coordina il fascicolo, ha comunque disposto una prima ricognizione cadaverica affidata alla dottoressa Anna Maria Verdelli, la quale ha sostanzialmente validato la ricostruzione della dinamica, anche se resta ancora da chiarire un dettaglio doloroso e cruciale: quale dei due fratelli sia stato colpito per primo.

L’eroismo silenzioso di un legame indissolubile

Gli inquirenti, incrociando i rilievi tecnici con la posizione dei corpi, hanno ipotizzato uno scenario che aggiunge un alone di straziante eroismo a questa vicenda. È molto probabile, infatti, che Francesco abbia toccato per primo i cavi con l’asta, venendo immediatamente investito dalla scarica; a quel punto, Giacomo – o viceversa, a seconda della versione che si sta cercando di accertare – senza esitare un istante nonostante il pericolo mortale, ha cercato di strappare il fratello alla morte, rimanendo a sua volta folgorato. Un gesto istintivo, dettato da quel legame viscerale che spesso caratterizza i gemelli, che ha trasformato un incidente già di per sé atroce in una doppia perdita. I due giovani, che lavoravano con dedizione nell’impresa di termoidraulica del padre Giorgio e dello zio Fabrizio, erano noti in paese per la loro serietà e per la genuinità dei loro modi, lontani dalla banalità dei luoghi comuni giovanili. In quelle campagne di Magione, ora, rimane solo il silenzio rotto dal ronzio dei trasformatori, un suono che per la famiglia Fierloni rappresenterà per sempre il ricordo di una serata in cui la vita è stata spezzata da un destino tanto brutale quanto rapido.

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