Sospese per 90 giorni Pilato e Tarantino, fuori dagli Europei dopo il caso Singapore
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Redazione Sport
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La Federazione Italiana Nuoto ha ufficializzato, con un comunicato che non ammette repliche, la sospensione di 90 giorni da ogni attività federale e sociale per Benedetta Pilato e Chiara Tarantino. La decisione, che ha effetto immediato e si protrarrà fino al prossimo gennaio, segna il punto finale di un’inchiesta, condotta dalla Procura Federale, nata dall’episodio di taccheggio verificatosi nel duty free dell’aeroporto di Singapore alla fine di agosto. Un gesto, quello compiuto dalle due atlete pugliesi, che ha gettato un’ombra sull’intero movimento natatorio italiano, costretto a fare i conti con un comportamento lontano dai valori sportivi che si professano. La vicenda giudiziaria, che ha visto le atlete collaborare fin dall’inizio con le autorità locali, ha trovato una sua composizione proprio in quel patteggiamento che le stesse nuotatrici hanno richiesto individualmente e che la Fin, dopo aver ricevuto il nulla osta del Procuratore Generale del CONI, ha deciso di accogliere.
Il percorso sanzionatorio e le conseguenze agonistiche
La sanzione, sebbene pesante, è il frutto di un iter che ha tenuto in considerazione, come specificato dalla Federazione, la condotta collaborativa delle interessate e la loro piena ammissione di responsabilità. È stato questo elemento, unito alla richiesta di applicare la pena su proposta della Procura, a determinare l’entità della sospensione, evitando probabilmente provvedimenti più severi. Le atlete, che si sono assunte la colpa di quanto accaduto senza tentare giustificazioni, hanno di fatto chiuso la partita sul piano disciplinare, accettando le inevitabili ripercussioni sulla loro carriera. Una di queste, la più immediata e concretamente tangibile, è l’esclusione dai prossimi Campionati Europei in vasca corta, in programma in Polonia nel mese di dicembre; un appuntamento internazionale di rilievo che vedrà così privata la squadra azzurra di due sue rappresentanti.
L’episodio all’aeroporto e le sue immediate conseguenze
I fatti, come noto, risalgono al periodo successivo alla conclusione dei Mondiali di nuoto, quando le atlete, insieme ad altri componenti della nazionale, avevano deciso di concedersi una vacanza nella regione del sud-est asiatico. È in quel frangente, all’interno dello scalo aeroportuale di Singapore, che si è consumato l’episodio del furto ai danni del negozio duty free. Un atto, del quale non sono stati divulgati pubblicamente i dettagli espliciti, che ha immediatamente attivato le procedure d’inchiesta da parte delle autorità locali e, in un secondo momento, di quelle sportive federali. L’intera vicenda, seppur gestita con riserbo dalle istituzioni, è emersa con forza sulla stampa nazionale, ponendo l’accento non solo sulla responsabilità individuale delle atlete, ma anche sul sistema di valori che dovrebbe guidare gli sportivi di alto livello.
Le implicazioni per il futuro prossimo delle nuotatrici
Con la sospensione in corso a partire da giovedì 9 ottobre, il calendario agonistico di Pilato e Tarantino subisce uno stop forzato che le terrà lontane dalle piscine in ogni veste ufficiale per tutto il periodo delle festività natalizie, fino al rientro previsto per il 9 gennaio. Un lasso di tempo che le due dovranno impiegare per riflettere sulle conseguenze delle proprie azioni, lontane dai riflettori delle competizioni ma non certo dall’attenzione di chi, nel mondo dello sport, guarda a questo caso come a un monito. La Federazione, da parte sua, ha chiuso il dossier, avallando la richiesta di patteggiamento e dimostrando, attraverso il rigore del provvedimento, di non voler sottovalutare incidenti di tale natura, capaci di intaccare l’immagine pubblica di uno degli sport più seguiti e popolari nel paese.




