Sofia Goggia vince la coppa del mondo di supergigante, a Kvitfjell arriva il trionfo inedito

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Redazione Sport Redazione Sport   -   È bastato l’ultimo atto della stagione delle discipline veloci, disputato sulle nevi norvegesi di Kvitfjell, per consegnare a Sofia Goggia un trofeo che mancava nella sua immensa bacheca. La 33enne bergamasca, che già in passato aveva saputo imporre la sua legge in discesa libera collezionando quattro sfere di cristallo, ha infatti aggiunto un ulteriore, pesante capitolo alla sua carriera imponendosi nella classifica di specialità del supergigante. Un risultato, quest’ultimo, che porta la firma indelebile di una vittoria di tappa ottenuta proprio nella giornata decisiva, quando cioè contava tenere a bada le ultime, residue avversarie per la conquista del trofeo.

La gara, che chiudeva idealmente il circuito femminile delle prove veloci, ha visto Goggia scendere con un piglio autoritario fin dalle prime porte. La sua prova, pur presentando qualche passaggio condotto al limite – caratteristica, questa, che da sempre contraddistingue il suo stile di sciata – non ha mai subito flessioni significative. La cronaca del tracciato racconta di una discesa aggressiva e mai frenata, capace di tradursi nel miglior tempo di 1’29”23. È stata una prestazione che al traguardo le ha strappato una commozione forse inedita, testimoniata dalle lacrime versate nell’area d’arrivo, dove ha trovato l’abbraccio delle compagne di squadra, le sorelle Delago, in un tripudio azzurro che faceva il paio con il successo di Laura Pirovano in discesa libera ottenuto appena ventiquattr’ora prima.

La rimonta di Suter e l’errore fatale di Robinson

A tenere alto il livello della competizione ci ha pensato Corinne Suter, protagonista di una rimonta che ha rischiato di rovinare i piani dell’italiana. La svizzera, nonostante un avvio di stagione condizionato da un infortunio, ha disputato una gara praticamente perfetta nella parte alta del tracciato, riuscendo addirittura a costruirsi un margine nei confronti di Goggia. Il suo sogno di vittoria, però, si è infranto nel tratto terminale del percorso, dove un errore di linea, forse una traiettoria non perfettamente pulita negli ultimi metri, le è costato caro. Alla fine, per Suter, il secondo posto con un distacco di trentadue centesimi: un risultato che certifica comunque il grande momento di forma della 31enne elvetica.

Diametralmente opposta, invece, la prestazione di Alice Robinson. La neozelandese rappresentava l’unica contendente aritmeticamente in grado di insidiare il primato di Goggia nella classifica di specialità. Con la pressione addosso, l’attesa sfida non ha però avuto luogo. La sua discesa è stata condizionata da un errore di linea evidente, che l’ha portata a saltare una porta e a compromettere irrimediabilmente il suo tempo. La diciassettesima piazza finale, con un distacco superiore ai due secondi e mezzo, l’ha di fatto estromessa dalla zona punti, consegnando senza ulteriori patemi la coppa di supergigante alla fuoriclasse italiana.

Un’evoluzione tecnica che porta la firma della maturità

L’affermazione in supergigante assume per Sofia Goggia un significato particolare, andando oltre il mero dato statistico della quinta sfera di cristallo in carriera. Per anni specialista indiscusso della discesa libera, la sciatrice delle Fiamme Gialle ha dovuto lavorare per adattare la sua potenza e la sua aggressività a una disciplina che richiede una lettura del tracciato differente, seppur altrettanto veloce. I quattro successi di tappa ottenuti in stagione in questa specialità raccontano di un percorso di maturazione tecnica che ha trovato il suo apice proprio in questa occasione.

A 33 anni, in una stagione che la stessa atleta ha definito complessa e costellata di alti e bassi, Goggia ha dimostrato ancora una volta la sua capacità di essere decisiva nei momenti che contano. Dopo il bronzo olimpico conquistato in discesa libera a Milano Cortina, ecco quindi arrivare un alloro che la consacra come velocista completa, capace di primeggiare su entrambi i fronti della velocità. Sul traguardo, l’emozione è stata palpabile, con la campionessa che si è lasciata andare a un pianto liberatorio, quasi a scaricare la tensione accumulata in una settimana di attesa e di pressione.

L’Italia festeggia il poker di Kvitfjell

La gara norvegese ha riservato altri spunti di interesse, oltre al duello per il primo posto. Sul podio di giornata è salita anche la tedesca Kira Weidle-Winkelmann, terza a sei decimi, mentre la connazionale Emma Aicher, pur giungendo a un soffio dal podio, ha messo a segno una prestazione di rilievo. Per la squadra azzurra, però, la giornata è stata caratterizzata da una soddisfazione corale. L’abbraccio tra Goggia e le sorelle Delago al traguardo ha simboleggiato lo spirito di un gruppo che, sulle nevi di Kvitfjell, ha saputo raccogliere i frutti di una stagione di velocità dominata.

Con la discesa libera già conquistata da Laura Pirovano e ora il supergigante di Goggia, l’Italia chiude con un poker di successi la rassegna norvegese, confermando la propria supremazia nelle discipline veloci. Per Goggia, resta ora l’appuntamento con il gigante in programma nei prossimi giorni a Hafjell, dove proverà a concludere un’annata già ricca di soddisfazioni.

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