Crollo alla Torre dei Conti, muore l'operaio Octay Stroici dopo undici ore sotto le macerie

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Le grida di Octay Stroici, che dal buio delle macerie imploravano aiuto dichiarando "Non posso muovermi, fate presto", si sono spente dopo undici ore di agonia, lasciando il posto a un silenzio rotto solo dal lavoro instancabile dei soccorritori. L'operaio romeno di 66 anni, estratto con vita poco prima delle 23 ma in condizioni disperate, non ce l'ha fatta nonostante i tentativi di rianimazione protrattisi per circa un'ora. Un epilogo che ha trasformato in lutto il drammatico cantiere ai Fori Imperiali, dove il doppio crollo di ieri non solo ha ucciso un uomo ma ha anche ferito tre suoi colleghi, uno dei quali è stato già dimesso dall'ospedale.

Le operazioni di soccorso e la dinamica del crollo

Le operazioni di salvataggio, condotte dai Vigili del Fuoco di Roma, sono state lunghe e complesse, caratterizzate da una corsa contro il tempo per raggiungere Stroici, il quale – come ha riferito il capo dei Vigili Adriano De Acutis – è rimasto cosciente per gran parte del calvario. Gli uomini, lavorando senza sosta, sono riusciti a estrarlo vivo alle 22.36, sebbene le sue condizioni richiedessero immediati e ripetuti massaggi cardiaci durante il trasporto verso l'ospedale. La dinamica precisa dell'incidente, che ha visto il verificarsi di due distinti crolli nell'area della Torre dei Conti, è ora al centro delle indagini avviate dalla magistratura, la quale ha aperto un fascicolo per disastro colposo e lesioni colpose allo scopo di accertare le responsabilità.

Le reazioni istituzionali e le strumentalizzazioni politiche

Il cordoglio per la morte di Stroici ha unito le istituzioni locali, con il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca che, seppur da differenti schieramenti, hanno trovato un punto di contatto nel dichiarare con forza che "di lavoro non si può morire". A questa voce di dolore si è però mescolata, inaspettata, una strumentalizzazione a fini politici proveniente da Mosca, la quale ha sfruttato la tragedia per attaccare le scelte del governo italiano affermando che "finché manda soldi a Kiev, crollerà tutto". Un commento che il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha immediatamente bollato come "frasi vergognose", ribadendo come su una simile disgrazia non si debba speculare.

Il ricordo di Octay Stroici

Octay Stroici, che da qualche anno viveva in Italia con la sua famiglia stabilendosi a Monterotondo, alle porte di Roma, portava con sé il ricordo delle sue origini a Suceava, città nel nord della Romania. Un uomo la cui vita, segnata dall'amore per la propria terra e dalla tenacia di voler costruire un futuro attraverso il lavoro, è stata tragicamente interrotta da un crollo che ha riportato l'attenzione, ancora una volta, sul costo umano di certi incidenti. La sua storia, come quella di molti altri, rimane a monito di una sicurezza che non deve mai essere trascurata.

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