Attentato a Ranucci, perquisita la casa dell'intermediario di Lavitola
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Redazione Interno
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Gli investigatori che indagano sull'attentato a Ranucci hanno perquisito l'abitazione di Gomes Clesio Tavares, indicato come factotum di Valter Lavitola e ritenuto l'intermediario con la banda che avrebbe piazzato la bomba davanti alla casa del conduttore di Report. L'attività istruttoria è stata effettuata in un comune del Napoletano dove l'uomo viveva con la compagna, anche se secondo gli investigatori Tavares si troverebbe ora in Camerun, dopo essersi allontanato dall'Italia. L'indagine riguarda l'esplosione avvenuta il 16 ottobre 2025 all'esterno dell'abitazione di Sigfrido Ranucci a Campo Ascolano, frazione del comune di Pomezia, vicino Roma.
La perquisizione e il ruolo attribuito a Gomes Clesio Tavares
La perquisizione dell'abitazione di Gomes Clesio Tavares rappresenta un nuovo passaggio nell'inchiesta sull'attentato contro il giornalista di Report. Gli investigatori considerano l'uomo una figura di collegamento tra Valter Lavitola e il gruppo ritenuto responsabile del posizionamento dell'ordigno davanti alla casa di Ranucci. L'attività investigativa si è concentrata quindi sui luoghi collegati a Tavares, mentre resta da chiarire il quadro complessivo dei rapporti e delle eventuali responsabilità all'interno della vicenda.
Secondo quanto emerso dalle indagini, Tavares avrebbe lasciato l'Italia e si troverebbe in Camerun. La sua posizione viene analizzata dagli investigatori nell'ambito degli accertamenti sulla rete di relazioni che ruota intorno all'attentato. La perquisizione dell'abitazione nel Napoletano è stata eseguita per acquisire elementi utili all'attività istruttoria e ricostruire eventuali collegamenti tra le persone coinvolte nell'inchiesta.
Le dichiarazioni di Paolo Mieli e il rapporto tra Ranucci e Lavitola
Sul caso è intervenuto anche Paolo Mieli, ospite della trasmissione In Onda su La7, con una testimonianza relativa ai rapporti personali tra Sigfrido Ranucci e Valter Lavitola. Mieli ha raccontato di aver cenato con entrambi nei giorni successivi all'attentato del 16 ottobre 2025, spiegando di aver conosciuto Lavitola in quella occasione. Nel corso dell'intervento ha commentato l'ipotesi di un eventuale coinvolgimento di Lavitola nell'attentato, affermando: “Se fosse davvero Lavitola ad aver organizzato l'attentato contro Ranucci, sarebbe un attentato d'amore. Ma io non credo a questa ipotesi”.
Mieli ha inoltre riferito di non aver compreso inizialmente il collegamento tra alcune dichiarazioni di Lavitola e il tema del sondaggio politico relativo a Ranucci. Il riferimento riguarda un progetto di sondaggio di cui si è parlato nelle ricostruzioni del caso e che avrebbe coinvolto il conduttore di Report in relazione a una possibile discesa in politica. Le dichiarazioni di Mieli hanno aggiunto un ulteriore elemento al dibattito pubblico sulla vicenda, senza modificare il quadro delle indagini in corso.
Il sondaggio politico e le parole di Valter Lavitola
Valter Lavitola, in un'intervista con Repubblica, ha parlato del sondaggio che stava preparando e che, secondo quanto riferito, riguardava l'ipotesi di un ingresso di Sigfrido Ranucci in politica come possibile leader del campo largo. Lavitola ha spiegato che il progetto sarebbe nato a ridosso del Natale, mentre si trovava all'estero, durante un incontro conviviale. Nelle sue dichiarazioni ha sostenuto che anche Ranucci avrebbe collaborato al sondaggio.
Il rapporto tra Ranucci e Lavitola e gli elementi emersi sul sondaggio politico sono ora al centro delle ricostruzioni che accompagnano l'inchiesta sull'attentato. Gli investigatori proseguono gli accertamenti per chiarire il ruolo delle persone coinvolte e ricostruire la sequenza degli eventi che ha portato all'esplosione davanti all'abitazione del giornalista di Report.




