Ex Ilva, a Novi Ligure si riunisce il tavolo di crisi regionale mentre a Taranto proseguono gli scontri tra governo e magistrati
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Redazione Interno
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Mentre a Taranto il caso dell’ex Ilva continua a dividere il governo e la Procura, in Piemonte la Regione si prepara a convocare un tavolo di crisi per lo stabilimento di Novi Ligure. Giovedì 29 maggio, alle 12.30, il presidente Alberto Cirio e il vicepresidente con delega al Lavoro, Elena Chiorino, riuniranno sindacati, Province e Comuni interessati per valutare le ricadute occupazionali e industriali dell’intera vicenda.
La situazione nell’impianto piemontese, seppur lontana dalle tensioni che stanno scuotendo Taranto, resta delicata. Le incertezze sul futuro del gruppo, aggravate dalle recenti evoluzioni giudiziarie e produttive, hanno spinto la Regione a un confronto urgente con i territori coinvolti. Senza allarmismi, ma con la consapevolezza che ogni ritardo nelle decisioni potrebbe avere conseguenze irreversibili.
Intanto, a Taranto, lo scontro tra il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e la Procura si fa sempre più aspro. Dopo l’incendio dell’Altoforno 1, divampato il 7 maggio, il ministro ha accusato i magistrati di aver “detto il falso” nelle loro dichiarazioni ufficiali. Secondo Urso, i documenti emersi dimostrerebbero che la Procura, contrariamente a quanto sostenuto, avrebbe ritardato o respinto le richieste di intervento presentate dall’azienda per mettere in sicurezza l’impianto.
“Siamo di fronte a una gravissima anomalia istituzionale”, ha affermato Urso, sottolineando come le comunicazioni tra la Procura e l’ex Ilva rivelino un vuoto di 57 ore tra l’incidente e l’autorizzazione agli interventi di emergenza. Una dinamica che, se confermata, solleverebbe interrogativi non solo sulle responsabilità del disastro, ma anche sulle garanzie di trasparenza tra istituzioni e imprese.
La Procura, dal canto suo, aveva respinto le accuse del ministro, definendole infondate. Ma la pubblicazione di nuovi atti ha riacceso il dibattito, riportando l’attenzione su un conflitto che sembra ripercorrere, in toni ancora più duri, le polemiche degli anni dei Riva.




