Garlasco, i Poggi scelgono di non costituirsi parte civile contro Sempio
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Redazione Interno
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La famiglia Poggi ha deciso di non costituirsi parte civile in un eventuale processo ad Andrea Sempio nell’ambito della nuova inchiesta sul delitto di Garlasco, perché continua a ritenere Alberto Stasi responsabile dell’omicidio di Chiara Poggi. La scelta è stata comunicata dai legali dei familiari della vittima, che hanno spiegato la posizione assunta rispetto agli sviluppi investigativi sul nuovo indagato.
La posizione dei familiari di Chiara Poggi sulla nuova indagine
La decisione dei Poggi è stata illustrata dall’avvocato Francesco Compagna, che insieme a Gian Luigi Tizzoni assiste la famiglia. Il legale ha chiarito che l’orientamento sulla nuova fase investigativa era già noto e che la famiglia non intende modificare la propria posizione rispetto alla condanna definitiva di Stasi. La scelta di esplicitare questa linea prima di un’eventuale richiesta di rinvio a giudizio rappresenta un passaggio anticipato rispetto alle fasi processuali che potrebbero riguardare Sempio.
Nel procedimento che coinvolge Andrea Sempio sono stati acquisiti anche elementi investigativi relativi ai suoi movimenti nella mattina dell’omicidio. Tra gli atti considerati rilevanti dagli inquirenti figura un’intercettazione ambientale nella quale Daniela Ferrari, madre di Sempio, parla con il figlio degli orari della giornata trascorsa a Garlasco. Il dialogo, registrato il 16 dicembre, riguarda il momento in cui la donna afferma di essere rientrata nell’abitazione poco prima delle 10 dopo aver consegnato le chiavi al figlio.
Il nodo del Dna e dei reperti analizzati dagli investigatori
Uno dei punti centrali della nuova fase investigativa riguarda gli accertamenti genetici e il confronto con alcuni reperti già esaminati nelle precedenti indagini. L’attenzione degli inquirenti si è concentrata anche sulla corrispondenza dei valori registrati nei campioni prelevati dai pedali della bicicletta di Alberto Stasi e dal cucchiaino utilizzato da Chiara Poggi per la colazione. La domanda degli investigatori riguarda la possibilità che un errore tecnico nella gestione dei campioni abbia influenzato il risultato ottenuto durante gli accertamenti.
L’ipotesi presa in esame dagli investigatori è quella di uno scambio di provette avvenuto durante le analisi, circostanza che potrebbe spiegare la presenza di un risultato genetico considerato anomalo. La nuova verifica riguarda quindi le modalità con cui furono trattati i reperti e la possibilità che alcune conclusioni raggiunte nel corso del procedimento precedente siano state condizionate da errori nelle procedure di laboratorio.
Il contesto giudiziario del delitto di Garlasco
Il caso riguarda l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia a Garlasco. Alberto Stasi, inizialmente assolto nei primi gradi di giudizio, è stato poi condannato in via definitiva dalla Corte di Cassazione nel 2015 a 16 anni di reclusione. La vicenda giudiziaria ha attraversato negli anni numerosi passaggi legati alle analisi scientifiche e alla valutazione degli elementi raccolti durante le indagini.
La posizione di Andrea Sempio era già emersa in una precedente fase investigativa avviata dopo nuovi approfondimenti sul Dna, ma quella procedura era stata archiviata. La successiva riapertura dell’attenzione investigativa sul suo ruolo ha riportato al centro del dibattito gli accertamenti genetici, gli elementi raccolti negli anni e le diverse valutazioni tecniche sulle prove disponibili.
Tra gli ulteriori elementi valutati nella nuova indagine figurano anche consulenze sulla compatibilità dell’impronta della suola rinvenuta sulla scena del crimine e verifiche sulle caratteristiche fisiche dell’indagato rispetto ai reperti esaminati.
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