Referendum, la Toscana va meglio ma il quorum resta un miraggio. In Sicilia e Trentino affluenza ai minimi
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Redazione Interno
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I cinque referendum su lavoro e cittadinanza, che pure avevano animato il dibattito nelle settimane precedenti, non hanno convinto gli italiani a recarsi alle urne. Il quorum del 50%, necessario per rendere valida la consultazione, è stato mancato in tutta Italia, con un’affluenza che a livello nazionale si è fermata intorno al 30%. Se alcuni territori hanno mostrato una partecipazione più vivace, come la Toscana – dove quasi il 40% degli elettori ha esercitato il proprio diritto – altre regioni hanno registrato numeri ben più bassi, con Sicilia, Calabria e Trentino-Alto Adige ferme sotto il 25%.
I quesiti, che riguardavano principalmente le norme sul lavoro – i primi quattro – e l’allargamento della cittadinanza per i nati in Italia – il quinto – hanno raccolto pareri contrastanti già prima del voto. Sebbene i "sì" abbiano prevalso in modo netto sui primi quattro temi, con percentuali tra l’83% e l’85%, quello sulla cittadinanza ha ottenuto un consenso più tiepido, attestandosi al 62%. Un dato che, secondo alcuni osservatori, riflette la complessità del tema, mentre altri lo attribuiscono a una minore percezione di urgenza rispetto alle questioni lavorative.
Anche a livello locale le differenze sono state marcate. In Veneto, dove l’affluenza si è fermata al 26,2%, Padova e Venezia hanno fatto registrare i numeri più alti, superando di poco il 28%. A Bergamo, invece, la città ha raggiunto il 36,7%, mentre nella provincia la partecipazione è crollata al 29%. Un divario che conferma come, nonostante la mobilitazione di alcuni centri urbani, l’interesse per la consultazione sia rimasto circoscritto.




