Shein, utili in caduta libera dopo l'Ipo: il titolo affonda a Hong Kong

Shein, utili in caduta libera dopo l'Ipo: il titolo affonda a Hong Kong
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
ECONOMIA Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Economia Redazione Economia   -   I primi conti post-Ipo di Shein non convincono il mercato. Il player cinese dell'ultra fast fashion ha ceduto oggi quasi il 14% alla Borsa di Hong Kong, all'indomani della pubblicazione dei risultati del primo semestre 2026, che mostrano ricavi sostanzialmente fermi e una redditività operativa in forte contrazione. Nei sei mesi chiusi al 30 giugno i ricavi netti del gruppo sono cresciuti dell'1% a 20,1 miliardi di dollari, mentre gli ordini sono saliti del 6,4% a 549 milioni.

Il vero campanello d'allarme arriva però dal secondo trimestre, quando l'utile netto rettificato è crollato a 228 milioni di dollari, in calo di circa due terzi rispetto allo stesso periodo del 2025. Il margine operativo si è compresso dal 6,2% al 2,1%, un deterioramento che gli analisti di Jefferies hanno attribuito soprattutto all'impennata dei costi di trasporto e del carburante per l'aviazione, in un contesto internazionale reso più instabile dalle tensioni in Medio Oriente.

Il peso delle nuove regole europee e americane

A pesare sui conti del colosso con sede a Singapore è stata soprattutto la frenata del mercato europeo, dove i ricavi del secondo trimestre sono diminuiti del 13,9% a 3,77 miliardi di dollari. Shein ha spiegato di aver aumentato i prezzi e ridotto la pubblicità online in vista delle nuove misure introdotte dall'Unione europea sugli acquisti e-commerce di basso valore, a partire dalla commissione da 3 euro sui pacchi.

Negli Stati Uniti le vendite sono scese invece del 6% a 2,5 miliardi, riflettendo l'impatto della fine dell'esenzione de minimis che aveva a lungo favorito le spedizioni di merci di valore inferiore agli 800 dollari. La crescita in America Latina ha permesso al fatturato complessivo di restare leggermente positivo, ma non è bastata a compensare il rallentamento nei due mercati principali.

Goldman Sachs e la stabilizzazione del titolo

Il ribasso odierno arriva a poche settimane dal debutto a Hong Kong del 1° settembre, quando Shein era stata valutata circa 26 miliardi di dollari, molto lontano dai quasi 100 miliardi raggiunti nelle precedenti raccolte private del 2022. Da allora il titolo ha accumulato una perdita del 38%, scendendo sotto i 48,56 dollari di Hong Kong fissati per il collocamento.

In questo quadro si inserisce l'operazione di Goldman Sachs, che secondo il Financial Times ha acquistato quasi 42 milioni di azioni per un controvalore vicino a 220 milioni di dollari, intervenendo nelle settimane successive all'Ipo nell'ambito del mandato di stabilizzazione dell'offerta. Il documento depositato alla Borsa di Hong Kong il 27 settembre ricostruisce gli acquisti, effettuati a prezzi compresi tra 35,90 e 48,56 dollari di Hong Kong, con l'ultimo intervento datato 22 settembre a 38,28 dollari.

La finestra di stabilizzazione si è chiusa quattro giorni dopo e l'opzione di sovrallocazione è scaduta senza essere esercitata.

Il meccanismo della sovrallocazione e il possibile margine

Per comprendere la portata dell'operazione occorre guardare al funzionamento della cosiddetta sovrallocazione, utilizzata nelle Ipo per assegnare agli investitori un numero di azioni superiore a quello inizialmente previsto. Le banche prendono in prestito i titoli aggiuntivi e devono poi restituirli: possono esercitare l'opzione di sovrallocazione oppure acquistare le azioni sul mercato. Quando il titolo scende sotto il prezzo dell'offerta, come nel caso di Shein, il riacquisto avviene a un prezzo inferiore a quello del collocamento.

Secondo una stima del quotidiano britannico, ipotizzando un prezzo medio di riacquisto di 42,23 dollari di Hong Kong, l'operazione potrebbe aver generato un margine di circa 34 milioni di dollari. Si tratta però di una stima, non di un utile dichiarato dalla banca, e gli accordi standard prevedono la condivisione dei profitti di stabilizzazione tra gli istituti coinvolti nel collocamento.

Gli acquisti di Goldman Sachs, inoltre, non rappresentano una nuova partecipazione strategica nel gruppo e i circa 220 milioni di dollari non sono entrati nelle casse di Shein, ma sono stati impiegati per acquistare titoli sul mercato.

Prezzi più alti e nuovi poli logistici

Per recuperare redditività, il management punta a spostare gradualmente l'offerta verso fasce di prezzo più elevate e ad ampliare il portafoglio di marchi, anche attraverso possibili acquisizioni, con l'obiettivo dichiarato di aumentare il prezzo medio di vendita e ridurre la dipendenza dal modello ultra-low-cost. Il gruppo sta inoltre cercando di ridurre la dipendenza dalle spedizioni aeree e di aumentare le scorte direttamente in Europa, anche attraverso nuovi poli logistici in Polonia, per migliorare i tempi di consegna e l'esperienza dei clienti.

Il fondatore e presidente Xu Yangtian ha dichiarato che il contesto esterno rimarrà incerto nella seconda metà del 2026, citando i rischi legati ai dazi e alla volatilità dei costi logistici, mentre la società ha riconosciuto che l'impatto delle misure europee potrebbe essere persino maggiore rispetto a quanto osservato negli Stati Uniti.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.