La Roma di Gasperini dimentica i veleni e sbanca Bologna: Malen e El Aynaoui tengono vivo il sogno Champions

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La resilienza, una qualità che nel calcio – come del resto nella vita – finisce spesso per premiare chi è capace di isolare il rumore di fondo dal rumore dei fatti, ha trovato ieri una delle sue espressioni più limpide sul terreno del Dall’Ara. La Roma, che aveva trascorso le settanta-due ore precedenti immerse fino al collo in un clima da resa dei conti alimentato dalle frizioni interne tra il senior advisor Claudio Ranieri e l’allenatore Gian Piero Gasperini, ha risposto presente all’appello della sostanza, imponendosi per 2-0 su un Bologna comunque orgoglioso ma ormai privo di obiettivi stagionali. L’antidoto ai veleni, quelli che pure avevano indugiato a lungo tra le mura di Trigoria, è stato il solito Donyell Malen, un tuttofare d’attacco capace di catalogare nel suo personale album delle figurine sia il gol del vantaggio che un assist per il raddoppio del suo compagno, Neil El Aynaoui.

La scossa firmata dall’olandese volante e dal marocchino ritrovato

La cronaca della gara, per la verità, si sbriga in fretta se si osservano i primi quarantacinque minuti, quelli in cui la posta in palio e la differenza in termini di intensità sono apparse più evidenti. Al settimo minuto – quando il cronometro non ha ancora nemmeno il tempo di scaldarsi – Malen ha raccolto l’invito al bacio di El Aynaoui, un filtrante che ha spezzato la linea difensiva felsinea come un rasoio, per poi fulminare il portiere Ravaglia sul suo palo più lontano. Era il suo dodicesimo centro in maglia giallorossa da quando è approdato in prestito a gennaio, una media che lo colloca di diritto tra gli innesti invernali più prolifici della storia recente del campionato italiano. L’inerzia, quando ce l’hai addosso, non la molli più. E nel corso del recupero del primo tempo, è stato Malen a trasformarsi da finalizzatore a rifinitore: una trivela calibrata con il contagiri, un cross al bacio, e la testa di El Aynaoui ha completato l’opera, sigillando il 2-0 che avrebbe poi congelato la partita. Per il centrocampista marocchino – arrivato la scorsa estate per una cifra intorno ai venticinque milioni di euro – si è trattato del primo, e a lungo atteso, gol in Serie A. La sua stagione era stata fin qui spezzettata, con una condizione che, come lui stesso ha recentemente ammesso, ha stentato a decollare dopo il rientro dalla Coppa d’Africa: ritrovare il passo giusto dopo un mese trascorso con la propria nazionale non era stato semplice, ma questa prova di Bologna suggerisce che l’affanno sia ormai alle spalle.

L’esperimento tattico di Italiano e la disinnescazione perfetta

Vincenzo Italiano, costretto ad arrischiare il tutto per tutto dopo la battuta d’arresto nella corsa europea, aveva preparato la trappola inventandosi un’inedita difesa a tre, un 3-4-3 a specchio con il quale sperava di imbrigliare la manovra degli ospiti. Ma l’architettura, sulla carta suggestiva, si è rivelata fin da subito un castello di carte. Il Bologna – che già qualche giorno prima aveva visto la propria dirigenza annullare la conferenza stampa precendente proprio per blindare l’ambiente dalle polemiche – è apparso morbido nella zona nevralgica del campo, incapace di sostenere la pressione altissima esercitata dalla mediana romanista. Gasperini, dal canto suo, ha preparato la partita con la consueta meticolosità: la sua squadra ha concesso spazi zero, annullando le fonti di gioco avversarie e verticalizzando con una velocità di pensiero che il Bologna non ha saputo controbattere. Basti pensare che, per gran parte della prima frazione, l’unico giocatore libero di innescare l’azione era il portiere Ravaglia; e proprio da un suo rilancio lungo – miracolosamente intercettato – è nata l’unica vera occasione per i padroni di casa, neutralizzata da un riflesso provvidenziale di Svilar su Orsolini.

Il peso specifico dei tre punti nella corsa alla Champions

Nel frastuono di una settimana definita da molti come la "più lunga della stagione", una vittoria che sembrava a rischio si è trasformata invece in una boccata d’ossigeno di quelle pesanti, quasi definitive per le sorti della classifica. Con questo successo, il primo in trasferta dopo quasi cento giorni (l’ultimo risaliva al 18 gennaio sul campo del Torino), la Roma sale a quota sessantuno punti. Le distanze in ottica Champions League sono ora ridotte all’osso: i giallorossi si trovano a meno due dalla Juventus, attualmente quarta e con una partita ancora da recuperare da giocare. Se è vero che il margine è esiguo, è altrettanto vero che la squadra di Gasperini ha risposto alle critiche e alle tensioni con i muscoli, proprio nel momento in cui tutto sembrava poter implodere. La "notte dei lunghi coltelli" – che dir si voglia – ha prodotto l’effetto opposto a quello temuto dai detrattori: ha forgiato un gruppo più compatto, determinatissimo a vendere cara la pelle per quel pass per la coppa dai grandi orecchi. Il Bologna, al contrario, affonda nel malumore e, con la decima sconfitta interna nelle ultime undici uscite, si avvia a concludere un'annata storta senza nemmeno la consolazione del piazzamento europeo.

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