Gaza, raid israeliano contro giornalisti di Al Jazeera: uccisi in cinque, tra cui Anas al-Sharif

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un attacco aereo israeliano ha colpito una tenda utilizzata dallo staff di Al Jazeera a Gaza City, uccidendo cinque dipendenti dell’emittente qatariota, tra cui due giornalisti e tre operatori tecnici. Tra le vittime figura Anas al-Sharif, corrispondente noto per il suo lavoro nella Striscia, il cui corpo è stato trasportato nell’ospedale al-Shifa, poco distante dal luogo dell’attacco. La sua storia, segnata dalla perdita del padre – anch’egli giornalista, morto in un raid l’anno scorso – si è ora conclusa nello stesso modo, senza che avesse mai abbandonato il fronte nonostante i rischi.

Al Jazeera ha denunciato quello che definisce un «attacco mirato», avvenuto in una zona esterna all’ospedale, mentre le forze armate israeliane (Idf) hanno replicato sostenendo che uno dei giornalisti uccisi «era un terrorista», senza però fornire ulteriori dettagli. Le immagini diffuse mostrano i danni alla tenda, utilizzata come base operativa dai reporter, e i soccorritori intenti a recuperare i corpi tra le macerie.

L’episodio si inserisce in un contesto già teso, con Israele che prosegue la sua offensiva a Gaza nonostante le critiche internazionali. Il premier Benjamin Netanyahu ha ribadito che l’obiettivo non è l’occupazione della Striscia, ma l’eliminazione di Hamas, definendo «migliaia» i terroristi ancora attivi. Intanto, il bilancio dei giornalisti morti dall’inizio del conflitto continua a salire, alimentando interrogativi sulla protezione dei media in zone di guerra. Quello di Al Jazeera, spesso in contrasto con le narrative ufficiali israeliane, non è il primo caso di operatori dell’emittente colpiti: già in precedenza altri reporter erano rimasti uccisi, sollevando accuse di essere presi di mira deliberatamente.

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