Rinasce Radical Entertainment, lo studio dietro The Simpsons: Hit

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Il panorama canadese dello sviluppo videoludico, e più precisamente l’ecosistema che gravita attorno alla città di Vancouver, assiste a un ritorno che sa di rinascita, un fenomeno non frequente in un settore spesso segnato da chiusure e acquisizioni che finiscono per fagocitare le identità creative. Radical Entertainment, lo studio che tra la fine degli anni Novanta e il primo decennio dei Duemila ha plasmato l’immaginario di molti giocatori con titoli come il celebrato The Simpsons: Hit & Run e la serie action Prototype, ha riaperto i battenti. Non si tratta però di una semplice riattivazione della vecchia società, bensì di una sua reincarnazione sotto le spoglie di New Radical Games, una nuova entità che si presenta al pubblico come la fusione tra due realtà di sviluppo ormai scomparse: la stessa Radical e Hothead Games, altro studio canadese fallito alla fine del 2024 -1-2.

La storia di Radical Entertainment, per chi la conosce, è quella di una lunga agonia prima di arrivare allo scioglimento definitivo. Fondata nel 1991, la software house visse anni di successi e produzioni eterogenee, spaziando da titoli licenziati come Scarface: The World is Yours fino a collaborazioni con publisher di primo piano. L’acquisizione da parte di Vivendi nel 2005 e il successivo passaggio sotto il controllo di Activision nel 2008, se da un lato garantirono maggiori risorse per progetti ambiziosi come la saga di Prototype, dall’altro segnarono l’inizio di un lento declino -4-5. Fu alla fine del 2013, quando il governo canadese ne decretò lo scioglimento societario, che Radical cessò di esistere come studio a sé stante, con il personale superstite disperso in altri team interni di Activision, una pratica, questa, piuttosto comune nel mondo delle grandi multinazionali del settore -5.

Dall’altra parte, Hothead Games aveva percorso una strada parallela ma altrettanto irta di ostacoli. Sempre con base a Vancouver, Hothead si era fatta conoscere per produzioni originali e di nicchia come Penny Arcade Adventures e la serie DeathSpank, titoli amati da una cerchia ristretta di appassionati ma che non regalarono i grandi numeri necessari per competere nel mercato dei tripla A -3. Negli anni, lo studio aveva virato verso lo sviluppo per dispositivi mobili, un mercato in cui ottenne qualche soddisfazione con brand come Kill Shot, ma che alla lunga si rivelò una trappola: la dipendenza da un mercato volatile e la difficoltà nel chiudere accordi con publisher strategici portarono, nel dicembre del 2024, alla dichiarazione di bancarotta, mettendo fine a quasi vent’anni di attività -7-10.

New Radical Games, però, non è soltanto l’unione di due nomi. A guidare il nuovo corso sono due figure chiave di questa complessa vicenda societaria: Ian Wilkinson, che fu cofondatore di Radical nel lontano 1991, e Tim Bennison. Wilkinson, dopo aver lasciato Radical in seguito all’acquisizione da parte di Vivendi, aveva trascorso ben sedici anni alla guida di Hothead Games, ricoprendone il ruolo di presidente e amministratore delegato fino al giorno stesso del fallimento -2-4. Bennison vanta invece un passato in Capcom Vancouver e, più recentemente, il ruolo di direttore operativo proprio in Hothead a partire dal 2020. Il loro profilo LinkedIn, come riportato da diverse testate specializzate, indica l’inizio di questa nuova avventura già a dicembre del 2024, a dimostrazione di quanto il progetto di riunire i talenti dei due studi fosse già stato pianificato nei dettagli ancor prima che la polvere si posasse sulle macerie di Hothead -2-5.

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