L’argento europeo della 4x400 non basta: a Catania arriva l’eliminazione per i Mondiali di staffette
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Redazione Sport
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Sembrava quasi una formalità, un semplice "click" da registrare sul cronometro per aggiornare il passaporto in direzione Botswana; e invece, sulla pista umida del campo scuola di Picanello a Catania, l’atletica italiana ha incassato uno dei contraccolpi più inaspettati di questa stagione. La staffetta 4x400 maschile, reduce dal prestigioso argento conquistato agli Europei di Roma e da due finali olimpiche consecutive tra Tokyo e Parigi, ha clamorosamente fallito il tentativo di qualificazione alle World Relays, i Mondiali di specialità che si terranno a Gaborone il 2 e 3 maggio. Sul rettilineo finale, complice anche un vento contrario che ha soffiato con insistenza e una temperatura poco superiore ai 16 gradi, i cronometri si sono fermati a un deludente 3:04.68, un tempo che non solo manca l'obiettivo, ma è paradossalmente più alto del 3:04.01 che già teneva la nazionale al trentunesimo posto della graduatoria mondiale.
A comporre il quartetto sfortunato, schierato nella speranza di strappare l’ultimo biglietto utile tra i 24 disponibili, c’erano Vanni Picco Akwannor, Vladimir Aceti, Alessandro Sibilio e Lorenzo Benati. Per rendere l’impresa ancor più surreale, basti guardare il parametro di paragone: l’ultimo tempo valido per volare in Botswana è attualmente nelle mani della Thailandia con 3:03.07, una formazione mai vista ai vertici delle grandi rassegne, mentre gli azzurri sono rimasti impigliati in una gara corsa praticamente in solitaria, staccando la Slovenia e una selezione locale siciliana senza trovare quel ritmo agonistico che avrebbe dovuto innescare la scintilla. La finestra di qualificazione, che chiuderà definitivamente il 5 aprile, sembra essersi chiusa anzitempo per Sibilio e compagni, vanificando di fatto i recenti trionfi raccolti ai Mondiali indoor di Torun (dove l’Italia ha vinto nella velocità con Dosso, nel mezzofondo con Battocletti e nei salti con Diaz) e lasciando un’amara sorpresa proprio nel settore delle staffette.
Il cortocircuito tra i successi individuali e il fallimento collettivo
Se da un lato il movimento tricolore si sta abituando a salire continuamente sui podi nelle specialità individuali, dall’altro la battuta d’arresto di Catania riapre una crepa storica nella tradizione del mezzofondo veloce. La 4x400, che in passato ha rappresentato un vanto del nostro atletica (basti pensare al valore della medaglia d’argento nella capitale o alla finale di Tokyo), si ritrova ora a guardare il tabellone dei partecipanti da fuori, costretta a rimandare ogni discorso internazionale alla prossima occasione continentale. In questo contesto, la strada per i Mondiali di Pechino 2027 (per cui Gaborone avrebbe distribuito diversi pass) si complica ulteriormente, costringendo la Federazione a fare i conti con un’assenza di peso che rischia di pesare sul morale dell’intero gruppo.
Un tentativo vanificato dal meteo e dalla mancanza di rivali
Non è bastata la presenza di Alessandro Sibilio, stella dei 400 ostacoli e argento europeo, né l’esuberanza di Lorenzo Benati capace di chiudere la sua frazione sotto i 45 secondi (unico vero acuto della giornata) per ribaltare un pronostico che sembrava scontato. La pioggia caduta fino a un’ora prima del via ha reso insidiosa l’aderenza della pista, ma il vero limite è stato tattico: correre senza avversari di livello, con il solo obiettivo di inseguire il tempo, ha finito per disinnescare la reattività della squadra. Il direttore tecnico aveva schierato la formazione migliore possibile, sperando che l’urgenza di scendere sotto il 3:03 scatenasse una reazione a catena, ma il cronometro si è rivelato spietato, fotografando una squadra spenta e lontana parente di quella ammirata a Roma.
Le alternative per la rassegna iridata del 2027
Con l’ultimo tempo utile attualmente fissato sulla prestazione della Thailandia, l’Italia si trova ora a rincorrere posizioni in classifica senza più la possibilità di migliorare il proprio riscontro in questa specifica sessione di qualificazione. La sconfitta in terra siciliana non cancella certo i valori espressi dal mezzofondo italiano, ma rappresenta un passo falso pesante in ottica futura: sebbene restino ancora altre strade (non ultime le graduatorie dei tempi) per centrare i Mondiali del prossimo anno, la mancata partecipazione a Gaborone priva gli azzurri di un banco di prova fondamentale contro le migliori ottime del pianeta. Per ora, l’unica medicina per dimenticare lo smacco resta l’appuntamento con gli Europei di Birmingham, in programma dal 10 al 16 agosto, dove la staffetta dovrà necessariamente ritrovare quella scintilla perduta tra le curve del campo di Picanello.




