Caro gasolio, la rabbia delle imprese sulla Statale 16 tra San Severo e Foggia
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Redazione Economia
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La mobilitazione contro il caro carburante è entrata nel vivo anche in Capitanata, dove autotrasportatori, agricoltori e commercianti sono scesi in strada lungo la Statale 16, nel tratto compreso tra San Severo e Foggia. I presidi, annunciati nei giorni scorsi dai comitati spontanei delle categorie produttive, hanno determinato il blocco temporaneo della viabilità e rallentamenti lungo l'arteria che collega i due centri del Foggiano.
I presidi e le parole degli organizzatori
La manifestazione è scattata con due ore di ritardo rispetto all'orario annunciato, alle 18 di domenica 11 ottobre, presso l'area di servizio Green Park al chilometro 640 della Statale 16. Un secondo presidio è stato allestito nei pressi de La Torre Petroli. Michele Perrotti, tra gli organizzatori della protesta, ha definito l'iniziativa «pacifica». Oltre un centinaio di persone ha preso parte alla mobilitazione, seguita dagli agenti della polizia stradale e dalle altre forze dell'ordine.
«Protestiamo non solo contro il caro carburante, ma contro l'aumento di tutti i costi relativi all'agricoltura, come il costo dei concimi», ha dichiarato Antonio De Rosa di Lucera, uno degli organizzatori. «Invitiamo anche i cittadini a scendere in piazza nei prossimi giorni e ad affiancare la nostra protesta pacifica. Non è un problema che riguarda solo noi agricoltori. Ma chiunque». Altri presidi, secondo quanto si apprende, stanno interessando diverse zone della provincia di Foggia.
Il peso dei costi di produzione sui bilanci delle imprese
La protesta non riguarda soltanto il prezzo alla pompa, ma investe l'intera struttura dei costi di produzione. Secondo i dati rilevati dal Mimit, il prezzo medio del gasolio in modalità self service sulla rete stradale nazionale si attestava intorno ai 2,253 euro al litro nella giornata di domenica 11 ottobre, dopo un lieve calo registrato nella settimana precedente. Si tratta di valori che, moltiplicati per i consumi di un mezzo pesante, incidono in modo significativo sui bilanci delle aziende di autotrasporto.
Sul fronte agricolo, il rincaro dei fertilizzanti aggrava ulteriormente il quadro. L'urea, tra i concimi più utilizzati, ha subito un aumento di oltre il 50 per cento tra gennaio e marzo 2026, con un incremento del 75 per cento rispetto all'inizio del 2024. Secondo le rilevazioni Ismea, l'incidenza di concimi e costi energetici sul costo medio di produzione totale raggiunge circa il 40 per cento per il frumento e il 60 per cento per il mais, con ricadute pesanti sulla redditività delle aziende agricole.
La riduzione dello sconto sulle accise
A complicare il quadro è intervenuta la progressiva riduzione dello sconto sulle accise sul gasolio. Il taglio previsto è sceso a 6,1 centesimi al litro dal 26 settembre al 5 ottobre, dopo essere stato pari a 12,2 centesimi tra il 18 e il 25 settembre. Alla mezzanotte del 6 ottobre lo sconto fiscale è terminato in attesa di nuove misure, un elemento che secondo gli operatori del settore contribuisce a mantenere elevato il prezzo finale pagato alla pompa.
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