Scholz e Putin, una telefonata tra tensioni e diplomazia
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Redazione Esteri
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Il cancelliere tedesco Olaf Scholz, prima della sua partenza per il vertice del G20 in Brasile, ha difeso la sua decisione di tenere un colloquio con il presidente russo Vladimir Putin, definendolo importante. Scholz ha affermato che valeva la pena parlare con Putin per dissipare qualsiasi illusione che il leader russo potesse nutrire sul fatto che l'Occidente stesse per abbandonare il suo sostegno all'Ucraina. Tuttavia, ha aggiunto che la posizione di Putin sulla guerra non è cambiata.
Parlando dall'aeroporto di Berlino, Scholz ha sottolineato l'importanza di mantenere aperti i canali di comunicazione con Mosca, soprattutto alla luce dell'imminente ritorno di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti. Secondo Scholz, non sarebbe stato positivo se Washington fosse stata in contatto regolare con Putin mentre nessun leader europeo lo era. La telefonata, avvenuta giovedì, è stata descritta dal Cremlino come "un colloquio d'affari".
Nel frattempo, la situazione in Ucraina rimane critica. Trentasei ore dopo la telefonata tra Scholz e Putin, una pioggia di bombe ha colpito Kiev, aggravando ulteriormente la crisi umanitaria. Scholz ha difeso la sua decisione di parlare con Putin, nonostante le critiche ricevute, ribadendo che il dialogo è essenziale per cercare una soluzione diplomatica al conflitto.
La telefonata tra i due leader ha avuto luogo in un momento di grande tensione, con Scholz che ha esortato Putin a ritirare le truppe e a negoziare con Kiev. Tuttavia, il presidente russo sembra rimanere fermo sulle sue posizioni, rendendo difficile qualsiasi progresso verso la pace.




