Il giorno dello sci alpinismo e le speranze azzurre: Murada e Boscacci a caccia di un posto nella storia

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Siamo giunti al dodicesimo giorno di gare di queste Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, e l'Italia, forte delle ventisei medaglie conquistate finora, si appresta a vivere una delle giornate più attese, quella che segna il debutto olimpico dello sci alpinismo, disciplina finora ai margini del grande circo bianco ma che proprio tra le montagne di casa, a Bormio, potrebbe regalare emozioni e, chissà, un altro podio. Dopo i fasti di ieri, con il venticinquesimo sigillo arrivato dalla staffetta femminile dello short track e il record di Arianna Fontana che diventa l'italiana più medagliata di sempre scavalcando Edoardo Mangiarotti, l'attenzione si sposta sulle piste della Stelvio. La nevicata che sta imbiancando la Valtellina non ha fermato le batterie della sprint femminile, dove Giulia Murada, ventisettenne di Albosaggia e figlia d'arte, ha dominato la propria serie, staccando un pass per le semifinali in programma per le 12.55 e tenendo vivo il sogno di una medaglia che avrebbe il sapore della leggenda, trattandosi della prima in assoluto assegnata in questa specialità ai Giochi. Al suo fianco, Alba De Silvestro cerca di ritagliarsi uno spazio in un lotto di atlete che promette battaglia, mentre più tardi, alle 14.15, toccherà a Michele Boscacci nella prova maschile, con l'obiettivo di confermare le aspettative da outsider dopo aver superato indenne le eliminatorie del mattino.

Il Curling maschile dice addio al sogno semifinale

Se sulle nevi di Bormio si aprono nuovi capitoli, sul ghiaccio di Cortina se ne chiude uno amaro per il curling azzurro. La formazione maschile guidata da Joel Retornaz e Amos Mosaner, reduce da un percorso a dir poco altalenante, era chiamata all'impresa contro la Svizzera, capolista imbattuta del round robin con nove vittorie su nove. L'incontro, terminato 9 a 5 per gli elvetici, ha di fatto spento le speranze di accesso alle semifinali per gli azzurri che, nonostante il sesto posto finale rappresenti comunque il miglior risultato olimpico di sempre per il movimento maschile, lasciano Cortina con il rammarico di non aver potuto giocarsi le proprie carte nella fase a eliminazione diretta. L'analisi della partita, del resto, mostra una squadra svizzera cinica e precisa, capace di dettare i ritmi fin dalle prime riprese e di non concedere mai agli avversari l'opportunità di un vero e proprio recupero, nonostante i tentativi disperati del team di Mosaner di riaprire un match che sembrava già segnato.

Il programma del pomeriggio tra pattinaggio e velocità

L'attenzione, in attesa delle finali dello sci alpinismo, si sposta poi su altri fronti. Nel pomeriggio, alle 16.30, Daniele Di Stefano scenderà in pista per i 1500 metri del pattinaggio di velocità, reduce da un eccellente sesto posto nei 1000 metri che gli ha dato consapevolezza e morale per affrontare una distanza che potrebbe regalargli soddisfazioni. La serata, però, è tutta per il pattinaggio di figura: alle 19.00 all'Milano Ice Skating Arena, Lara Naki Gutmann è pronta a eseguire il suo programma libero. Dopo la performance nel corto di martedì, la giovane pattinatrice italiana cerca il riscatto e una prestazione che possa lasciare il segno, di fronte a un pubblico che, nonostante la pressione, rappresenta per lei un sostegno fondamentale in una competizione che vede in pista alcune tra le più forti interpreti mondiali della disciplina. Non va dimenticata, alle 14.05, anche la sfida del curling femminile contro la Gran Bretagna, con le ragazze di Stefania Constantini pronte a giocarsi le proprie carte per mantenere accesa la fiammella della qualificazione.

L'Italia continua a sognare

Il medagliere parla chiaro: nove ori, cinque argenti e dodici bronzi per un totale di ventisei podi che hanno già largamente superato il celebre record di venti medaglie di Lillehammer 1994. L'obiettivo, neanche troppo nascosto in casa Coni, è quello di sfondare il muro delle trenta medaglie entro la cerimonia di chiusura di domenica all'Arena di Verona, magari arricchendo il bottino con qualche altro oro. La strada è ancora lunga e le occasioni non mancano, a partire proprio da queste ore che vedono Murada e Boscacci impegnati a scalare la montagna più alta, quella del debutto olimpico. E mentre a Bormio si combatte contro il cronometro e la fatica, l'eco dei cori del Forum di Assago, dove la premier Meloni ha assistito all'argento dello short track, riecheggia ancora come testimonianza di un'Italia che, in queste due settimane, ha riscoperto il calore e la passione per lo sport invernale, trasformando Milano e le Dolomiti in un palcoscenico mondiale di emozioni e imprese sportive.

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