Il debutto olimpico dello sci alpinismo tra le nevi di Bormio: Murada in finale, Boscacci eliminato
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Redazione Sport
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La pista Stelvio di Bormio, teatro quest’oggi di una fitta nevicata che ne ha ammorbidito il manto senza intaccarne la spettacolarità, ha ospitato la prova regina di giornata: il debutto assoluto dello sci alpinismo ai Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Dopo una mattinata dedicata alle batterie di qualificazione, lo sprint maschile e femminile è entrato nel vivo regalando emozioni e, come spesso accade in questi casi, anche qualche delusione. Per l’Italia, schierata ai nastri di partenza con Michele Boscacci, Alba De Silvestro e Giulia Murada, l’esordio nella disciplina più attesa della rassegna iridata si è trasformato in un copione amaro per il portacolori maschile e ricco di speranze per le due atlete, con Murada capace di strappare un pass per le semifinali previste per il primo pomeriggio.
Nella prova maschile, la cui fase eliminatoria è scattata attorno alle 10.30, l’unico azzurro in gara era Michele Boscacci. Inserito nella sua batteria, lo scialpinista italiano non è riuscito a trovare la giusta velocità sugli sci stretti, complice forse anche la tensione per un appuntamento così atteso e la complessità del tracciato che, lo ricordiamo, si articola in una prima parte di salita con le pelli, un tratto da affrontare a piedi con l’ausilio degli scalini e una discesa finale fino al traguardo. Il verdetto, al termine di una frazione che si aggira intorno ai tre minuti e mezzo di sforzo intensissimo, è stato impietoso: Boscacci non ha ottenuto il tempo necessario per accedere al turno successivo, chiudendo anzitempo la sua avventura olimpica. Una battuta d’arresto che lascia l’amaro in bocca, considerando le aspettative riposte in lui.
Parallelamente, lo sprint femminile regalava ben altre soddisfazioni al pubblico di casa. Le batterie delle donne, partite alle 9.50, hanno visto impegnate Giulia Murada e Alba De Silvestro. Ed è stata proprio Murada, valtellinese doc e figlia d’arte, a compiere l’impresa. Cresciuta sciolinando i sci del padre Ivan, campione del mondo nel 2002, la giovane atleta ha dimostrato di sapersi destreggiare al meglio nelle fasi cruciali della gara: la rapidità nel togliere le pelli per affrontare la scalinata e la lucidità nel rimetterle per l’ultimo strappo in salita sono state impeccabili. La sua prestazione le è valsa il miglior piazzamento nella propria batteria e, di conseguenza, la qualificazione alle semifinali in programma per le 12.55.
Di rilievo, nelle stesse fasi eliminatorie, è stata anche la prova della francese Emily Harrop, vero e proprio rullo compressore in pista: il suo crono di 3 minuti, 3 secondi e 3 decimi è balzato subito agli occhi degli addetti ai lavori come il riferimento per la gara. Alle sue spalle, la tedesca Tatjana Paller e la svizzera Caroline Ulrich hanno fatto segnare distacchi contenuti, ma è chiaro che la transizione tra un cambio e l’altro, quel passaggio delicatissimo in cui si tolgono gli sci per correre a piedi con gli scarponi, è il momento che può decidere le sorti di una medaglia. Lì, in quei gesti meccanici che devono diventare automatici nonostante l’ossigeno che scarseggia, si perdono decimi preziosi e si accumulano speranze.
Con Boscacci fuori dai giochi, l’attenzione del team azzurro si è dunque concentrata tutta sulle spalle di Murada e, in prospettiva, sulla possibilità di vedere Alba De Silvestro agguantare un ripescaggio tra le lucky loser, quelle atlete che, pur non prime nelle batterie, possono accedere alle semifinali in virtù del tempo complessivo. L’aria gelida di Bormio, intanto, continua a mescolarsi con l’entusiasmo per una disciplina che, a dispetto della sua breve durata – una manciata di minuti di fatica estrema – sta già conquistando il pubblico per la sua completezza tecnica e la sua imprevedibilità. Il resto della giornata dirà se questo entusiasmo potrà tramutarsi in una storica medaglia per l’Italia.
Il programma delle semifinali e le insidie del tracciato
Mentre il vento smuoveva la neve fresca caduta in mattinata, gli organizzatori hanno confermato i tempi delle semifinali femminili, fissate per le 12.55. Una finestra oraria che lascia poco spazio al recupero per le atlete, chiamate a ripetere lo sforzo a distanza di poche ore. Murada dovrà vedersela con un lotto di avversarie agguerrite, tra cui spicca proprio la Harrop, ma anche le svizzere, storicamente abili nel fondo e nello sci alpinismo, pronte a insidiare il suo sogno. Il percorso, lo ricordiamo, prevede un primo strappo in salita da affrontare con le pelli – che impediscono lo scivolamento all’indietro – per poi arrivare a una zona dove gli sci vanno tolti e infilati nello zaino, e si procede a piedi su scalini ricavati nel pendio. Una volta superato quel tratto, si rimettono le pelli per la risalita finale, per poi strapparle via definitivamente in vista dell’ultima, veloce discesa.
Il contesto olimpico e le altre gare azzurre
Mentre lo sci alpinismo catturava l’attenzione degli appassionati, altrove nel circuito di Milano Cortina 2026 si disputavano altre gare cruciali per il medagliere. In combinata nordica, Samuel Costa e Aaron Kostner puntavano a un piazzamento nella top 8, gareggiando sotto la neve a Predazzo e Tesero; una sfida difficile, quella del team sprint, che ha visto favoriti i norvegesi ma che gli azzurri hanno affrontato con il consueto spirito combattivo. Sul ghiaccio di Cortina, invece, il curling regalava emozioni: dopo il match maschile contro la Svizzera, nel pomeriggio toccherà alla squadra femminile guidata da Stefania Constantini affrontare la Gran Bretagna. Una giornata densa di impegni, insomma, che vede l’Italia rincorrere podi in molteplici discipline, con la speranza di incrementare un bottino che, fino a questo momento, è già ricco di soddisfazioni.




