Lo sci alpinismo fa il suo debutto olimpico a Bormio, l’azzurra Giulia Murada tra le favorite e Alba De Silvestro pronta alla prima batteria
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Redazione Sport
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La neve della pista Stelvio, quella stessa che ha scolpito leggende dello sci alpino, si appresta a diventare il palcoscenico di un debutto storico. È il giorno dello sci alpinismo, disciplina che per la prima volta entra nel programma dei Giochi invernali di Milano Cortina 2026, e lo fa nel cuore pulsante di Bormio, dove questa mattina, giovedì 19 febbraio, si correranno le batterie di qualificazione dello sprint femminile e maschile. Per l’Italia, la vigilia è carica di aspettative, concentrate principalmente su Giulia Murada, valtellinese doc, che dell’aria di casa e del suo cognome d’arte ha fatto un punto di forza. Suo padre, Ivan, è una vera e propria bandiera di questo sport, e il testimone, ora, passa a lei, in una gara che promette scintille sin dalle prime battute.
La sfida in salita e discesa, tra batterie e speranze azzurre
Il via alle danze è previsto per le 9:50 con la prima batteria femminile, un appuntamento che tiene col fiato sospeso non solo gli addetti ai lavori ma tutti gli appassionati accorsi lungo il tracciato finale della mitica pista. In palio c’è un sogno che Murada coltiva da quando, bambina, vedeva il padre gareggiare: un sogno che oggi ha i contorni netti di una medaglia olimpica, la prima nella storia di questa specialità. La sua avversaria più temibile, almeno sulla carta, è la francese Emily Harrop, numero uno del ranking mondiale e dominatrice delle ultime stagioni nelle gare sprint, una che sulla neve di Bormio ha già lasciato il segno vincendo la prova preolimpica. Ma attenzione, perché l’azzurra ha dalla sua una conoscenza millimetrica del territorio e una determinazione che in passato le ha regalato due argenti, uno europeo e uno iridato, nella staffetta mista.
Alba De Silvestro e l’attesa per la seconda batteria
Occhi puntati, alle 10:00, anche su Alba De Silvestro, inserita nella seconda batteria di qualificazione. Per lei, come per le sue compagne di squadra, l’emozione del debutto olimpico è un mix di adrenalina e concentrazione, quel tipo di tensione che trasforma una semplice gara in un appuntamento con la storia. Le batterie, si sa, sono una lotteria silenziosa, una prova di nervi prima ancora che di gambe. Bisognerà capire come reagiranno i muscoli e la testa nell’esatto momento in cui il cancelletto si aprirà, in quella frazione di secondo in cui tutto può succedere. La prima batteria, nel frattempo, ha già visto il dominio annunciato della Harrop, con la tedesca Tatjana Paller e la svizzera Caroline Ulrich a completare il quadro di chi stacca subito il passaggio.
I complessi scenari del curling e il percorso di Di Stefano e Gutmann
Mentre lo sci alpinismo cattura l’attenzione sulla neve, al Curling Olympic Stadium di Cortina si gioca una partita cruciale per il torneo maschile. Gli azzurri di Joel Retornaz, reduci dal successo nello scontro diretto con la Gran Bretagna, affrontano la Svizzera nell’ultimo incontro del round robin. I conti sono presto fatti, ma non per questo meno intricati. Una vittoria contro gli elvetici garantirebbe l’accesso diretto in semifinale, blindando il terzo posto o addirittura migliorandolo. In caso di sconfitta, però, si aprirebbe uno scenario più complesso, un rebus di punteggi e risultati incrociati che coinvolgerebbe Norvegia e Canada. Se i norvegesi dovessero perdere contro i nordamericani, la classifica premierebbe proprio gli azzurri, che si troverebbero ad affrontare il Canada in semifinale. Diversamente, in caso di vittoria della Norvegia, si creerebbe un triplo pareggio con la Gran Bretagna, e allora sarebbero i norvegesi a uscire con il terzo posto, lasciando all’Italia il quarto e una semifinale, ancora una volta, contro la Svizzera. Un ginepraio di variabili che tiene banco nel pre-gara, in attesa che siano il ghiaccio e le stone a parlare.
Nel pomeriggio, l’attenzione si sposta sul ghiaccio milanese. Alle 16:30, al Milano Ice Park, Daniele Di Stefano gareggerà nei 1500 metri del pattinaggio di velocità, mentre la sera, dalle 19:00, Lara Naki Gutmann sarà protagonista del programma libero del singolo femminile di pattinaggio di figura. Per Gutmann, reduci da un programma corto che l’ha vista chiudere al decimo posto, l’occasione è quella di risalire la classifica con una performance pulita e ricca di carica espressiva. E poi c’è il piccolo, grande dramma umano che aleggia su queste Olimpiadi, quello di Lindsey Vonn. La campionessa americana, caduta rovinosamente proprio sull’Olympia delle Tofane durante la discesa libera vinta da Sofia Goggia, ha dovuto dire addio al suo amato cane Leo. Il cuore del vecchio labrador ha smesso di battere il giorno dopo l’incidente della sciatrice, un dolore che si aggiunge alla delusione sportiva. Vonn, dopo quattro interventi chirurgici a Treviso, ha affidato ai social il suo saluto, un pensiero che va oltre la competizione e tocca le corde più intime di chi, come lei, ha condiviso tredici anni con un amico fedele. Mentre gli atleti si preparano a scendere in pista, questa storia privata resta lì, sullo sfondo, a ricordare che la vita, anche alle Olimpiadi, scorre sempre su più binari.




