Olimpiadi invernali, a Bormio debutta lo sci alpinismo: l’Italia punta su Murada, De Silvestro e Boscacci nella sprint

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Redazione Sport Redazione Sport   -   C’è un’aria di attesa, qui ai piedi della pista Stelvio, quella che di solito vede gli sciatori lanciarsi in discese libere da brivido e che oggi, giovedì 19 febbraio, si veste a nuovo per accogliere il debutto olimpico dello sci alpinismo, l’unica novità nel programma di Milano Cortina 2026 rispetto all’edizione precedente dei Giochi. Il tracciato, lo stesso che ha regalato all’Italia le medaglie di Giovanni Franzoni e Dominik Paris nello sci alpino, viene riconfigurato per ospitare quella che è forse la disciplina più antica tra quelle sulla neve, documentata persino in incisioni rupestri, e che proprio in Valtellina trova la sua culla naturale -1 -2. La nazionale azzurra si affida a un terzetto di atleti, due donne e un uomo, che portano con sé non solo un bagaglio tecnico di prim’ordine, ma anche storie familiari e legami personali che si intrecciano indissolubilmente con la storia stessa di questo sport.

La febbre dello skimo, tre minuti e mezzo per scrivere la storia

La gara sprint, che prenderà il via in mattinata con le batterie di qualificazione per proseguire fino alle finali del primo pomeriggio, è un concentrato di azione e strategia che poco ha a che vedere con le lunghe traversate in montagna da cui lo sci alpinismo trae origine -1. Ogni batteria si risolve in circa tre minuti e mezzo, un lasso di tempo in cui gli atleti devono destreggiarsi tra salite con le pelli, tratti a piedi con gli sci nello zaino per superare i cosiddetti scalini, e discese tecniche fino al traguardo -1. Le transizioni, quei pochi secondi in cui si tolgono o si rimettono le pelli o ci si riattacca gli scarponi agli attacchi, diventano momenti cruciali, veri e propri pit stop in cui un’esitazione può costare caro, compromettendo l’intera prestazione in un battito di ciglia -1 -10. Per l’Italia, a scendere in pista saranno Michele Boscacci, reduce da una carriera costellata di successi tra Coppe del Mondo e medaglie iridate, Alba De Silvestro e Giulia Murada -2.

Giulia Murada e i suoi rituali: sudoku e parole crociate nella bolla pre-gara

Tra le fila azzurre, i riflettori sono puntati in particolare su Giulia Murada, ventisettenne di Albosaggia, un piccolo centro di nemmeno tremila anime che in questa Olimpiade può vantare un vero e proprio record di convocati pro capite -2 -5. Figlia d’arte, essendo Ivan Murada un pioniere della disciplina nonché compagno di vittorie di Graziano Boscacci, padre di Michele, Giulia ha ereditato la passione per la fatica, quella che lei stessa racconta di aver imparato ad amare sin da ragazzina, quando scoprì che la salita era la parte che preferiva -2 -5. Nell’attesa che scatti l’ora della gara, e considerando le diverse ore che intercorrono tra le batterie e le eventuali semifinali, Murada ha trovato il suo metodo per gestire la tensione e mantenere la concentrazione: si isola in una bolla tutta sua, fatta di sudoku e parole crociate, giochi di pazienza che allentano la pressione e tengono la mente occupata, lontana dal caos e dall’adrenalina dell’evento -5.

Coppie dentro e fuori dalla pista: Boscacci e De Silvestro, una storia che si ripete

Il legame che unisce i due Boscacci, però, non si ferma alla generazione dei padri. Michele, infatti, è sposato dal 2021 con Alba De Silvestro, la terza componente della squadra azzurra per queste gare -1 -2. La bellunese cresciuta sulle Dolomiti e il valtellinese, che insieme condividono la vita in una fattoria ad Albosaggia tra api e mucche, sabato scenderanno in pista anche nella staffetta mista, un’altra delle prove in programma, forte di un’intesa che in Coppa del Mondo ha già regalato podi -10. Un’unione, quella tra De Silvestro e Boscacci, che ricalca la storia dei loro padri, i quali vinsero un Titolo mondiale a coppie nel lontano 2002, quasi a suggellare un destino scritto nelle salite di queste montagne -2.

Mentre la macchina olimpica si prepara a celebrare questo nuovo corso, con la pista Stelvio che da teatro della velocità si trasforma in palcoscenico per i fachiri della sofferenza, come vengono talvolta chiamati gli scialpinisti, l’Italia conta le sue medaglie, venticinque finora, e attende con ansia l’esito di queste batterie -7. In un paesaggio innevato che ha visto anche il dramma privato di Lindsey Vonn, la campionessa a cui è venuto a mancare il suo amato cane Leo proprio nel giorno del suo infortunio a Cortina, lo sport prova a scrivere nuove pagine di gloria -6.

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