Domenica 1 marzo, nubi e nebbie dominano la scena, ma le temperature salgono fino a 20 gradi
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Redazione Interno
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La domenica che ci apprestiamo a vivere, quella del primo marzo, si preannuncia all'insegna di un panorama cromatico piuttosto monotono, dominato da infinite sfumature di grigio che avvolgeranno buona parte del Paese. Il mese nuovo, si sa, porta con sé la promessa della primavera, eppure per molti versi l'atmosfera sembra aver smarrito la vivacità cromatica che si vorrebbe. Nonostante il lungo periodo di turbolenza atmosferica che ha caratterizzato le scorse settimane abbia finalmente concesso una tregua, e l'alta pressione tenti di imporre la sua stabilità, il sole non riuscirà a fare capolino in maniera generosa su tutte le regioni. Fitte nebbie, quelle sì, avvolgeranno coste e pianure, in particolare la Valpadana, sollevandosi solo parzialmente nel corso delle ore centrali; un discorso a parte meritano le zone alpine e, in parte, quelle appenniniche, dove il cielo si presenterà sereno o tutt'al più velato, sebbene non si escludano deboli fenomeni in serata sui settori occidentali della cerchia alpina. Le temperature, in questo contesto di stabilità umida, subiranno un generale incremento, con punte che potranno toccare i venti gradi, regalando un tepore quasi primaverile a chi avrà la fortuna di godere di qualche apertura, mentre al Centro la variabilità sarà la parola d'ordine, con nubi basse e nebbie in parziale diradamento e maggiori schiarite in Appennino.
Pressione in calo dal 5 marzo: l'anticiclone mostra i primi segni di cedimento
Spostando lo sguardo oltre l'immediato fine settimana, le proiezioni dei principali centri di calcolo iniziano a delineare uno scenario barico in lenta ma progressiva evoluzione. Il robusto campo di alta pressione che, di fatto, ha blindato il cielo italiano negli ultimi giorni, mostrerà i primi, inequivocabili segnali di cedimento nel corso della prossima settimana. Non si tratterà di un tracollo repentino, va detto, ma di un graduale indebolimento della struttura anticiclonica, la quale, a partire da giovedì 5 marzo, dovrà fare i conti con l'approfondimento di un minimo depressionario di origine nord-africana. È proprio questa figura depressionaria, in risalita dal continente africano, a fungere da elemento di rottura, provocando un calo della pressione atmosferica e aprendo la strada al ritorno di alcune precipitazioni, per lo più deboli o moderate, che interesseranno il Paese. Il contesto termico, va sottolineato, non sarà freddo, e questo ci consegnerà quelle che vengono comunemente definite le classiche piogge di marzo, inserite in un quadro climatico ancora mite per il periodo.
Piogge in arrivo: le aree più interessate e il ritorno della neve in montagna
La lunga fase anticiclonica, dunque, giunge al suo naturale capolinea, ma il peggioramento non sarà né immediato né particolarmente marcato. Le precipitazioni attese, come accennato, rientreranno nella norma del periodo: si tratterà di piogge generalmente deboli e moderate, lontane dai nubifragi che talvolta flagellano la Penisola, e che si inseriranno in un contesto termico non freddo. Le regioni che per prime risentiranno di questo cambiamento, stando alle analisi, saranno quelle del Nord e, in una fase successiva, parte del Centro. Per quanto riguarda i rilievi, la neve tornerà a fare la sua comparsa sulle Alpi, ma solo a quote medio-alte, attestandosi mediamente oltre i 1800-2000 metri; una notizia, questa, che conforta gli appassionati di sport invernali, i quali vedranno imbiancarsi le vette senza però dover fare i conti con perturbazioni particolarmente rigide. Nel frattempo, sulla Capitale e sul basso Lazio, la domenica si presenterà con nubi irregolari e la possibilità di qualche residuo piovasco notturno, cui potranno seguire brevi rovesci nel pomeriggio, seppur in un contesto di temperature massime che oscilleranno tra i 16 e i 18 gradi.
Focus sulla domenica: il dettaglio regionale tra nord, centro e sud
Analizzando nel dettaglio la situazione prevista per domenica, emerge un quadro piuttosto variegato. Al Nord, come accennato, avremo nubi basse e nebbie su coste e Valpadana in parziale sollevamento, mentre sulle Alpi il cielo sarà sereno o velato, sebbene con l'arrivo della sera non si escludano deboli fenomeni su quelle occidentali; le temperature massime si attesteranno tra gli 11 e i 15 gradi. Procedendo verso il Centro Italia, la spiccata variabilità sarà la protagonista, con nubi basse e nebbie in parziale diradamento, ma con maggiori aperture in Appennino. Al Sud e sulle Isole, infine, la situazione sarà più stabile, sebbene non manchi la possibilità di qualche isolato fenomeno. Gli ultimi aggiornamenti, elaborati dalla redazione di 3BMeteo alle 9:46, confermano questa tendenza, fotografando un'Italia divisa tra la staticità della nebbia e le prime, timide avvisaglie di un cambiamento ormai alle porte.




