Virtus, la rimonta sfiorata non basta: al PalaDozza vince l'Olympiacos
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Redazione Sport
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Davanti a un pubblico record, diecimila e cinquantanove spettatori che hanno riempito la Fiera per sostenere le V nere, la Virtus Bologna ha sfiorato un’impresa memorabile, capitolando solo nel finale contro l’Olympiacos per 94 a 97. La partita, che si è subito distinta per un ritmo elevatissimo e una precisione nel tiro da fuori – alcuni dei quali, come quelli messi a segno da Fournier, semplicemente sopraffini – ha visto i bianconeri partire con la giusta determinazione, chiudendo il primo quarto in vantaggio di due lunghezze. È stato però nella fase centrale dell’incontro che i greci hanno dispiegato la loro superiore organizzazione e potenza, imponendo una difesa molto aggressiva e producendo due frazioni da ventisette punti ciascuna: un’autentica valanga che ha portato il distacco fino a venti punti, lasciando la squadra di casa in apparente balia degli eventi.
La reazione coraggiosa e il cuore dei bianconeri
Proprio quando la contesa sembrava compromessa, i campioni d’Italia hanno trovato l’orgoglio per riaccendere la partita, scavando dentro di sé una reazione degna di nota. Approfittando, forse, di un calo di concentrazione degli avversari, la Virtus ha imbastito una rimonta travolgente, che ha elettrizzato l’intero palasport. Senza poter contare su Edwards per buona parte del secondo tempo, a causa di un problema alla caviglia, altri giocatori si sono fatti avanti: Morgan e Vildoza, in particolare, hanno preso in mano le redini dell’attacco, guidando la loro squadra fino a ridurre lo svantaggio a un solo punto, a meno di due minuti dalla sirena finale. Un’atmosfera carica di pathos, dove il sogno di ribaltare un match apparentemente perduto si è fatto improvvisamente concreto, mostrando il vero carattere della squadra.
I protagonisti e i momenti che hanno deciso la sfida
A spegnere i sogni di rimonta sono stati però i colpi degli specialisti in forza all’Olympiacos. Oltre a Vezenkov, solido e presente come di consueto, sono stati Tyler Dorsey, autore di ventitré punti, e Evan Fournier, con ventuno punti e una serie di triple decisive, a tenere a galla la squadra greca nella turbolenza degli ultimi minuti. Le loro giocate, spesso nate da situazioni d’isolamento ben studiate, hanno risposto punto su punto all’assalto della Virtus, dimostrando una freddezza che ha fatto la differenza nel momento più caldo. Dall’altra parte, la prestazione della Virtus, seppur piena di cuore, ha pagato, come ha ammesso poi l’allenatore Ivanovic, «i troppi individualismi» nelle fasi negative e trenta minuti di livello insufficiente per battere una squadra di tale caratura.
Il bilancio e la situazione in classifica
Con questa sconfitta, la decima in diciotto partite disputate, la Virtus conferma un momento di difficoltà nella massima competizione continentale, attestandosi al tredicesimo posto in classifica con otto successi. La partita contro l’Olympiacos, nel suo drammatico svolgersi, è stata un microcosmo della loro stagione: espressioni di grande basket, capaci di tenere testa a chiunque, alternate a periodi di blackout che costano carissimo. Il rammarico per non aver completato l’opera è palpabile, offuscato solo in parte dall’orgoglio per la reazione mostrata, ma il cammino in Eurolega, che non ammette sconti, diventa ora ancora più impervio.




