Crosetto: il decreto Ucraina è pronto, non ci sono mai state divisioni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A margine di una visita al contingente italiano di stanza in Bulgaria, nella base di Novo Selo, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha posto fine alle speculazioni che da giorni circolavano sul cosiddetto decreto Ucraina, quello destinato a regolare il sostegno militare a Kiev. Con parole nette, ha affermato che sul provvedimento "non c'è mai stato disaccordo" e che, anzi, il testo è definitivo da diverse settimane, smentendo così ogni ipotesi di una trattativa in corso o di un confronto serrato all'interno dell'esecutivo. La sua dichiarazione, rilasciata pochi giorni prima della data prevista per l'esame in Consiglio dei ministri, fissato per il 29 dicembre, ha voluto tagliare corto su qualsiasi lettura di una frattura governativa, rimandando ogni giudizio alla pubblicazione del documento.

Un testo in attesa del via libera

"Il 29 dicembre vedrete il contenuto del decreto: come dice il Vangelo, 'dai frutti li riconoscerete'", ha aggiunto Crosetto, citando un passo biblico per invitare a una valutazione basata sui fatti concreti e non sulle voci. La sua risposta, secca, a chi gli chiedeva se si stesse ancora "limando" il testo è stata un perentorio "Assolutamente no", a conferma che il lavoro preparatorio si considera concluso da tempo e che l'appuntamento di fine mese dovrebbe essere una formalità. Questa posizione appare come un tentativo di chiudere un dibattito che, nonostante le smentite ufficiali, aveva occupato ampio spazio nella cronaca politica, alimentato da dichiarazioni a volte non allineate provenienti da altre parti della maggioranza.

Il parallelo con la missione a Gaza

Nel corso dello stesso intervento, il ministro ha anche toccato il tema dell'impegno internazionale in un altro teatro di crisi, quello di Gaza, definendo potenzialmente quella missione come "più difficile" e condotta in "uno degli ambienti più difficili che esistano". Crosetto ha fatto un paragone esplicito con l'esperienza afghana, ricordando gli alti costi sostenuti in quel contesto, per sottolineare come la decisione finale sull'operazione non spetti all'Italia singolarmente ma a una coalizione internazionale che sta ancora lavorando alla sua strutturazione. Queste considerazioni, pur separate dalla questione ucraina, delimitano il quadro complesso in cui si muove la politica di difesa del paese, tra scenari multipli e delicate mediazioni diplomatiche.

La chiusura di una fase politica

Le parole del titolare del Dicastero di via XX Settembre sembrano dunque archiviare una fase di presunti contrasti, insistendo sull'unità di intenti del governo e sulla natura ormai tecnica dell'iter. La scadenza del 29 dicembre, che coincide con un Consiglio dei ministri dedicato, si configura come il momento in cui quel testo, "chiuso da settimane", verrà finalmente portato alla luce, permettendo di verificarne direttamente il contenuto. Resta da vedere, come lo stesso Crosetto ha implicitamente ammesso, come i frutti di quel lavoro saranno giudicati, una volta che le disposizioni del decreto cominceranno a essere attuate nel contesto del sostegno allo sforzo bellico ucraino.

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