Moto, Andrea Iannone al Mugello per il debutto nella Harley-Davidson Bagger World Cup

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il rombo del bicilindrico americano si appresta a mescolarsi con il profumo del verde toscano, e a fare da trait d’union tra due mondi – quello della potenza custom e della velocità in curva – ci sarà lui, Andrea Iannone. Il centauro abruzzese, trentaseienne di Vasto, si prepara a un’esperienza del tutto inedita sulla pista del Mugello, dove prenderà parte alla Harley-Davidson Bagger World Cup. Una sfida che lo vede tornare al via in una competizione mondiale, seppur su mezzi dalle caratteristiche decisamente anomale rispetto alle sue passali cavalcature: moto imponenti, dal baricentro basso e dall’assetto turistico, che nulla hanno a che vedere con le agili prototipi della MotoGP. Eppure, a giudicare dalla caratura dell’operazione, nessuno ha voluto lesinare in ambizioni.

Iannone correrà per il team Niti Racing, formazione indonesiana che ha deciso di rafforzare il proprio schieramento portando a tre gli elementi in griglia. Con lui, a completare il terzetto, troveremo Oscar Gutiérrez – vincitore della seconda gara nel round inaugurale di Austin – e Dimas Ekky Pratama. L’inserimento dell’italiano, vale la pena ricordarlo, porta a dieci il numero totale dei piloti iscritti a questa prima stagione della coppa, un trofeo voluto dalla casa di Milwaukee per affiancare sei appuntamenti del Motomondiale. Un numero ancora esiguo se paragonato agli standard delle classi regine, ma il valore aggiunto qui, spiegano gli addetti ai lavori, non è tanto quantitativo quanto qualitativo.

Il debutto è previsto in occasione del Gran Premio d’Italia, in calendario dal 29 al 31 maggio. Da quel momento, e fino al round conclusivo in Austria, Iannone prenderà parte a tutte le restanti cinque gare della competizione. Una scelta, quella di ingaggiarlo, che porta con sé un peso specifico non indifferente: il pilota reduce da una lunga squalifica per doping – vicenda giudiziariamente conclusa da tempo – non ha mai smesso di allenarsi, e la sua fame di asfalto rimane intatta. Nel paddock del Mugello, dove un tempo si giocava il tutto per tutto in sella a Ducati e Aprilia, tornerà con un mezzo che a prima vista sembra un’ammiraglia da lunghe percorrenze, ma che in realtà richiede una guida fatta di anticipo, pazienza e forza fisica.

Il ritorno sulle scene dopo le traversie giudiziarie

La vicenda che ha allontanato Iannone dalle corse per un lungo periodo è nota, e le aule di tribunale (con relative riduzioni di pena e ricorsi) ne hanno segnato la carriera ben più di qualsiasi incidente di gara. Ora, però, l’orizzonte sembra essersi schiarito. Nessuna sentenza pende più sul suo capo, e il ritorno al Mugello assume i contorni di una riabilitazione sportiva silenziosa, priva di proclami. Lui stesso si è limitato a confermare l’accordo, senza aggiungere retorica sui “nuovi inizi” o sui “riscatti”. Del resto, a parlare per lui sarà l’asfalto: la Bagger Cup, nata per dare visibilità a una nicchia affascinante del motociclismo custom, ha bisogno di volti noti per attirare l’attenzione di un pubblico che fatica a distinguere un bagger da una naked. E quale volto migliore di un ex pilota ufficiale, capace di vincere un Gp in MotoGP e di lottare per il podio mondiale in Superbike?

Niti Racing e la scommessa dei tre piloti

La squadra indonesiana, che già poteva contare sulla velocità di Gutiérrez (già a segno in Texas nella seconda manche) e sulla regolarità di Pratama, ha deciso di puntare sull’esperienza. Un azzardo? Forse no, perché Iannone, nonostante l’età anagrafica e gli anni lontani dalle competizioni ufficiali, conserva una sensibilità al posteriore che pochi suoi colleghi possono vantare. In sella a una Harley-Davison Bagger, dove le gomme sono più larghe e l’elettronica essenziale, quella sensibilità potrebbe fare la differenza tra un pilota che “porta a casa la moto” e uno che invece cerca il limite con cognizione. La griglia, arrivata a dieci unità grazie a questo ingaggio, rimane comunque ridotta, ma gli organizzatori confidano nella crescita graduale del campionato. Quel che conta, per ora, è alzare il livello tecnico: aver portato un ex iridato della Superbike (classe Stock 1000) e un vincitore di tappe nel mondiale velocità non è dettaglio da poco.

Un mondiale parallelo tra MotoGP e birre fresche

Curiosa, infine, la collocazione di questa coppa: si corre negli stessi weekend di sei Gran Premi del Motomondiale, condividendo il paddock ma non l’attenzione mediatica. Eppure, proprio qui sta il punto debole e al contempo la forza della competizione. Da un lato, il rischio di essere oscurati dalle classi regine (MotoGP, Moto2, Moto3) è altissimo. Dall’altro, la possibilità di intercettare un pubblico diverso – quello dei raduni custom, degli appassionati dell’aftermarket e dei curiosi occasionali – è concreta. Con Iannone in pista, la speranza è che qualche bicchiere di birra venga alzato non solo davanti agli schermi tv, ma proprio sulle tribune del Mugello. Sarà lui, con la sua guida nervosa quanto calcolata, a tenere banco? O la bagger si rivelerà un osso troppo duro anche per un talento del suo calibro? Il primo atto si vedrà tra poco più di qualche settimana, quando le colline toscane faranno da teatro a un ritorno che nessuno, fino a qualche mese fa, avrebbe scommesso di vedere.

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