Carlo Conti pesca un altro asso: Ubaldo Pantani, in arte Lapo, sarà co-conduttore a Sanremo
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Redazione Cultura e Spettacolo
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A due giorni esatti dal via della settantasettesima edizione del Festival di Sanremo, Carlo Conti ha rotto gli indugi e, ospite nel salotto di Che Tempo che Fa, ha ufficializzato l’ingresso nel cast della kermesse di un volto ben noto al pubblico del Nove: Ubaldo Pantani, o meglio, la sua celebre maschera di Lapo Elkann. Il conduttore e direttore artistico, in collegamento dalla sua Toscana per quello che è stato a tutti gli effetti un antipasto dell’Ariston, ha colto l’occasione per sparigliare le carte, lanciando un invito a sorpresa a Fabio Fazio. La proposta, nata con la consueta apparente nonchalance che contraddistingue il conduttore, era di portare fisicamente sul palco ligure quel personaggio che ormai da tempo anima il tavolo del programma domenicale. D’altronde, Pantani, comico toscano dalla carriera longeva e rispettata, ha fatto dell’interpretazione di Lapo Elkann — un’imitazione che, come lui stesso ha raccontato, è diventata col tempo quasi una parodia con una vita propria, lontana ormai dalla mera riproduzione fedele — un cavallo di battaglia che gli ha regalato una popolarità trasversale.
La reazione di Fazio, un misto di stupore calcolato e divertito compiacimento, ha fatto da apripista al siparietto che ne è seguito, con Pantani che, entrato in scena nei panni del suo personaggio, ha accettato con entusiasmo la proposta, sottolineando come a un evento del genere non si possa certo rinunciare. Sarà giovedì 26 febbraio, nel corso della terza serata, che il pubblico dell’Ariston vedrà all’opera il "Lapo" di Pantani, in una veste che si preannuncia quanto meno sopra le righe e che andrà ad affiancare gli altri ospiti già annunciati per quella data, come la top model Irina Shayk e il duetto internazionale tra Eros Ramazzotti e Alicia Keys. Una scelta, quella di Conti, che sembra andare nella direzione di un Festival che non disdegna l’ibridazione linguistica, cercando spunti comici e di costume anche al di fuori dei confini tradizionali della Rai, e pescando a piene mani da un programma concorrente come quello di Fazio, a dimostrazione di una certa libertà di movimento e di una strategia che punta a sdrammatizzare e a mescolare i codici della comunicazione.
Un omaggio dovuto e una dedica speciale per l’apertura
Ma l’intervento di Conti sul palco virtuale di Fazio non si è limitato all’annuncio del nuovo co-conduttore. Il direttore artistico ne ha approfittato per fugare ogni dubbio su quello che sarà il momento inaugurale della kermesse, confermando che la prima serata, quella di martedì 24, si aprirà con un omaggio sentito e doveroso a Pippo Baudo, scomparso nei mesi scorsi. Un tributo, ha spiegato Conti, quasi obbligatorio verso colui che non solo ha scritto pagine indelebili della storia del Festival, ma che quella storia l’ha letteralmente costruita, edizione dopo edizione. Sarà un modo per ricordare la figura del presentatore siciliano, per anni volto e simbolo stesso della manifestazione, e per sottolineare il vuoto che la sua assenza lascia in questa edizione. Un gesto che il conduttore toscano ha voluto rendere ancora più personale e toccante, rivelando di aver addirittura intitolato a Baudo il proprio camerino all’Ariston, quello stesso camerino che fu del grande presentatore, quasi a volerne idealmente raccogliere l’eredità morale e professionale.
I meccanismi della macchina sanremese alla vigilia del via
Nel corso del collegamento, durato diversi minuti, è emerso anche lo stato d’animo di un Conti apparentemente sereno e proiettato verso l’inizio della sua personale avventura all’Ariston. Immancabile, nel racconto del direttore artistico, il riferimento alla sua passione per la pesca e per il mare, una metafora, forse, di un approccio rilassato ma determinato alla complessa macchina organizzativa del Festival. Dall’intervista è trasparsa la consueta immagine di un professionista che, pur consapevole del peso e delle aspettative che circondano Sanremo, cerca di mantenere i piedi per terra, circondandosi di collaboratori storici e affidandosi a un collaudato istinto per gli equilibri del palcoscenico. D’altra parte, la scelta di Pantani, un comico di razza più che un semplice imitatore, capace di costruire personaggi a tutto tondo partendo dal e dai tic prima ancora che dalla voce, si inserisce perfettamente in una visione del Festival come contenitore di intrattenimento puro, dove la leggerezza e la competenza artistica possono coesistere.
Il mosaico delle serate si arricchisce di un nuovo tassello
Con l’ingresso di Ubaldo Pantani nel ruolo di Lapo Elkann, il quadro dei co-conduttori di Sanremo 2026 si arricchisce dunque di un elemento di sicuro effetto. Dopo gli annunci che nelle scorse settimane hanno visto protagonisti Can Yaman per la prima serata e il trio composto da Pilar Fogliati, Lillo e Achille Lauro per la seconda, la terza serata acquisisce ora una fisionomia ben definita, all’insegna di un umorismo tagliente e surreale. Resta da capire quale sarà l’interazione tra il personaggio di Pantani e il pubblico dell’Ariston, notoriamente esigente e partecipe, e come il comico declinerà la sua parodia in un contesto così diverso dal tavolo raccolto di Che Tempo che Fa. Quello che è certo è che, a poche ore dall’inizio, la macchina sanremese continua a macinare colpi ad effetto, alimentando quella miscela di attesa e curiosità che da sempre rappresenta il miglior viatico per la settimana più chiacchierata della televisione italiana.




