Ubaldo Pantani all’Ariston con la maschera di Lapo Elkann, l’invito arrivato per una telefonata in diretta a “Che tempo che fa”

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   C’è un filo sottile che lega la tv generalista di una volta, quella delle intuizioni fulminee e delle telefonate in diretta che sapevano di evento, alla terza serata del Festival di Sanremo 2026. Questo filo, tessuto nell’arco di oltre vent’anni di carriera, si chiama Ubaldo Pantani. Il comico toscano, classe 1971, originario di Cecina ma cresciuto artisticamente nei teatri e poi nei programmi satirici della Gialappa’s Band, calcherà stasera il palco dell’Ariston accanto a Carlo Conti, Laura Pausini e alla top model Irina Shayk. La sua chiamata alle armi, se così si può definire, è avvenuta domenica sera, durante la puntata di “Che tempo che fa” sul Nove: Carlo Conti, in collegamento con Fabio Fazio, ha chiesto se “il suo Lapo” fosse libero per una serata sul palco più ambito d’Italia. Pantani, naturalmente già in studio e già calato nei panni del rampollo della famiglia Agnelli, ha accettato con quel suo inconfondibile mix di alterigeria e straniamento. “È un dopocena?”, ha chiesto, per poi concedersi: “Con grande piacere, non si può dire di no” -3-7.

Da “Mai dire lunedì” alla consacrazione televisiva, il lungo viaggio di un caratterista diventato maschera

La storia di Ubaldo Pantani con il personaggio di Lapo Elkann non è una semplice imitazione, ma una vera e propria costruzione antropologica, una maschera comica che ha superato il riferimento al modello originale per vivere di vita propria. Pantani lo interpreta per la prima volta nel 2005, all’interno del contenitore “Mai dire lunedì” di Italia 1, e già allora si capì che non si trattava della solita parodia -2. Con il passare degli anni, quel Lapo televisivo ha perso i connotati stretti della cronaca per acquisire tic, ossessioni per il marketing e una gestualità così ipnotica da diventare un cult per gli appassionati. Lo stesso Pantani, intervistato nei giorni scorsi, ha spiegato come questa sua creatura si sia evoluta in una maschera della commedia dell’arte, conservando pochissimi legami con l’originale e trasformandosi in un veicolo di comicità pura -1. Una longevità interpretativa che pochi altri personaggi possono vantare nel panorama italiano, e che ora viene premiata con il palcoscenico più importante.

Un comico totale tra parodie, cinema e la fedeltà alla Gialappa’s Band

Pantani non è però solo Lapo Elkann. Nel suo arsenale ci sono decine di ritratti, da Gigi Buffon a Massimo Giletti, passando per Massimiliano Allegri e per quel Francesco Sarcina che ha regalato momenti di tv surreale -4-8. Lui stesso tiene a precisare una distinzione sottile ma sostanziale: “Faccio parodie, non imitazioni”. Una formula che gli ha permesso di attraversare indenne diverse ere televisive, dal periodo d’oro della Gialappa’s fino al tavolo di Fazio, dove ormai è una presenza fissa dal 2023, e al ruolo di giurato in “Freeze - Chi sta fermo vince!” su Rai 2 -5. Il suo percorso incrocia spesso quello di Carlo Conti, che lo ha voluto più volte a “I migliori anni” e che ora, da direttore artistico, ha deciso di portare all’Ariston non un semplice spalla, ma un interprete capace di dialogare con il pubblico in punta di comicità. Stasera, nella serata che incoronerà la nuova proposta e che vedrà sul palco anche Eros Ramazzotti e Alicia Keys, toccherà a lui reggere il gioco delle presentazioni, magari senza mai abbandonare del tutto la sua creatura -6-9.

L’incrocio con Virginia Raffaele e gli altri ospiti, un palcoscenico di vecchie conoscenze

Curiosamente, il palco dell’Ariston di questa sera diventa anche il luogo di un incrocio professionale e personale. Tra gli ospiti annunciati, infatti, c’è Virginia Raffaele, con cui Pantani ha condiviso una lunga relazione durata quasi cinque anni e, soprattutto, numerose esperienze lavorative come la conduzione degli MTV Awards nel 2013 -1-8. Un dettaglio che aggiunge un ulteriore strato di lettura a una serata già densa di significati. Accanto a loro, Fabio De Luigi, altro veterano della stagione d’oro di “Mai dire...”, a testimoniare come Conti abbia voluto circondarsi di un nucleo di artisti che hanno fatto la storia della comicità televisiva italiana degli ultimi vent’anni. Pantani, che ha nel curriculum anche film come “Manuale d’amore 3” e “Romantiche” con Pilar Fogliati, arriva all’Ariston con la credibilità di chi la tv la sa maneggiare senza timore reverenziale, forte di un mestiere imparato sul campo e di una maschera, quella di Lapo, pronta a vivere la sua notte di gloria -5.

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