Botulino killer, lunedì l'autopsia su Valeria Sollai: l'indagine stringe il cerchio
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Redazione Interno
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L’autopsia sul corpo di Valeria Sollai, la cuoca di 62 anni deceduta la scorsa notte, sarà effettuata lunedì 25 agosto al policlinico Duilio Casula di Monserrato. L’esame, disposto dalla procura di Cagliari, mira ad accertare con precisione le cause del decesso, avvenuto dopo un lungo ricovero in rianimazione a seguito di una sospetta intossicazione da botulino contratta durante la “Fiesta Latina”, manifestazione gastronomica che si è tenuta nella cittadina cagliaritana tra il 22 e il 24 luglio.
Quella della Sollai è la seconda vittima collegata a questo focolaio, dopo la morte di Roberta Pitzalis, 38enne scomparsa l’8 agosto scorso nell’ospedale Businco. Entrambe le donne, stando a quanto ricostruito dagli investigatori, avevano consumato dei tacos conditi con guacamole, pietanza indicata come la probabile fonte della tossina.
Secondo quanto dichiarato dal figlio Alessandro Aru, il rapido peggioramento delle condizioni della madre sarebbe da attribuirsi a un’emorragia, sviluppatasi in un’arteria tra la mascella e il collo a causa delle manovre di intubazione necessarie per mantenerla in vita, complicazione che avrebbe quindi aggravato un quadro clinico già estremamente critico per la potente neurotossina




