Borse europee in affanno, Milano cede lo 0,4% tra incertezze sui dazi e trimestrali

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Le borse europee hanno chiuso una seduta volatile all’insegna della cautela, con gli investitori in attesa di sviluppi sulle trattative commerciali tra Stati Uniti e Unione Europea e di nuovi dati societari. A Milano, il Ftse Mib ha perso lo 0,4%, allineandosi al tono negativo degli altri listini del Vecchio Continente, mentre Stellantis – nonostante i risultati deludenti del primo semestre – ha registrato un rimbalzo dell’1,5%, recuperando parte del terreno perso nelle sessioni precedenti.

Il clima di incertezza è stato alimentato dalle dichiarazioni del segretario al Commercio statunitense, Howard Lutnick, che ha ribadito come la scadenza del primo agosto per un eventuale accordo sui dazi sia "vincolante". Trump, tornato alla Casa Bianca, ha mantenuto una linea dura nei negoziati, aumentando le pressioni su Bruxelles e contribuendo a frenare gli scambi. Intanto, il mercato valuta l’impatto delle prossime trimestrali, con gli analisti che scrutano i bilanci alla ricerca di segnali sulla tenuta delle imprese in un contesto economico ancora fragile.

Stellantis, nonostante il calo del 6% nelle consegne globali nel secondo trimestre e una perdita netta di 2,3 miliardi nel semestre, ha trovato sostegno in Borsa, dimostrando come le attese degli investitori fossero già state scontate. Altri settori, invece, hanno accusato il colpo: le banche, in particolare, hanno chiuso in rosso, trascinate da un sentiment ancora cauto sui tassi d’interesse, con la Bce attesa a confermare una politica monetaria accomodante nel meeting di giovedì.

Oltre all’Europa, l’attenzione si sposterà sul Giappone, dove le elezioni potrebbero influenzare gli equilibri finanziari globali, e sui dati delle Pmi, che offriranno ulteriori indicazioni sullo stato di salute dell’economia mondiale. Intanto, l’oro e il franco svizzero – tradizionali beni rifugio – hanno beneficiato della ritrovata avversione al rischio, mentre l’euro ha mostrato una tenuta relativa rispetto al dollaro.

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