La Juventus punta su Damien Comolli per ripartire: chi è il nuovo direttore generale
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Redazione Sport
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Mentre la Juventus cerca di voltare pagina dopo una stagione complicata, il club bianconero ha deciso di affidarsi a un volto nuovo ma esperto per ridisegnare il futuro: Damien Comolli, francese, 52 anni, ex presidente del Tolosa e veterano del calcio con trent’anni di carriera alle spalle. La sua nomina a direttore generale – ruolo che fu di Beppe Marotta – segna un cambio di passo nell’organizzazione societaria, con Comolli che risponderà direttamente all’amministratore delegato Maurizio Scanavino e affiancherà Cristiano Giuntoli nella gestione sportiva.
La scelta di Comolli non arriva per caso. John Elkann, presidente di Exor, ha voluto un professionista che unisse competenze tecniche e una visione innovativa, soprattutto in un mercato sempre più dominato dai dati. Comolli, noto per l’approccio analitico al calcio – simile alla filosofia Moneyball resa celebre dal baseball – ha fatto degli algoritmi uno strumento chiave per individuare talenti e ottimizzare le risorse. Un metodo che, negli anni, ha applicato in diversi club: dall’Arsenal, dove ha iniziato come osservatore, al Tottenham e al Liverpool, passando per Saint-Étienne, Monaco e Fenerbahçe.
Proprio mentre era impegnato in un progetto per riformare il calcio francese, su incarico della federazione transalpina, è arrivata la chiamata della Juventus. Un segnale che dimostra quanto il suo profilo sia considerato autorevole, nonostante le polemiche che in passato hanno accompagnato alcune sue esperienze. A Tolosa, dove ha ricoperto il ruolo di presidente fino a poco tempo fa, ha contribuito a rilanciare il club con un mix di giovani promesse e acquisti mirati, puntando su un modello sostenibile in un campionato dominato dal PSG.
Intanto, resta incerto il destino della panchina. Se Antonio Conte – spesso accostato a un ritorno in bianconero – sembra ancora lontano, Igor Tudor rimane un’opzione concreta. Ma mentre si attende una decisione, l’arrivo di Comolli indica una priorità chiara: riorganizzare la macchina dirigenziale prima di definire la guida tecnica.
Il suo compito sarà duplice: da un lato, ridare struttura a una squadra che ha perso pezzi importanti negli ultimi anni; dall’altro, lavorare in sinergia con Giuntoli per costruire un progetto solido, senza sprechi e con un’identità precisa. Una sfida ambiziosa, che passerà anche dalla capacità di sfruttare al meglio il mercato, cercando quel giusto equilibrio tra qualità e sostenibilità finanziaria.




