Cenone di Capodanno, la spesa scende a 49 euro a testa per un totale di 2 miliardi
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Redazione Economia
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La vigilia di San Silvestro, che da sempre rappresenta un momento di convivialità e di investimento per le famiglie italiane, quest'anno si colora di toni più dimessi, rivelando una contrazione dei budget destinati alla tavola che non si registrava da tempo. Secondo l'indagine commissionata da Facile.it all'istituto di ricerca EMG Different, infatti, la spesa complessiva nazionale supererà comunque la soglia dei due miliardi di euro, un dato che di per sé potrebbe apparire robusto, ma che nasconde in realtà un calo significativo della spesa media individuale. Questo fenomeno, che si inserisce in un quadro economico caratterizzato da una persistente inflazione e da una certa cautela nei consumi, vede gli italiani destinare per il cenone un importo medio di 49 euro pro capite, una cifra che segna un decremento del 32% rispetto ai livelli registrati per il festeggiamento dell'anno precedente, il 2024.
Chi festeggia e quanto mette in conto
A prendere parte al tradizionale rito conviviale, secondo le stesse rilevazioni, saranno circa 28,5 milioni di persone, una fetta che corrisponde al 73% della popolazione italiana con un'età compresa tra i 18 e i 74 anni. Di questi, una parte non trascurabile, precisamente il 14% degli intervistati, ha dichiarato esplicitamente di aver predisposto una somma inferiore rispetto a quella stanziata dodici mesi fa, confermando così una tendenza alla moderazione che attraversa il Paese. La contrazione del budget, d'altronde, non risparmia quasi nessuno, sebbene i dati evidenzino come alcune categorie dimostrino una capacità di spesa relativamente più alta, resistendo in parte alla stretta generale che sembra invece condizionare in maniera più marcata le fasce più giovani della popolazione.
Il profilo di chi spende di più
L'analisi dei numeri offre un ritratto interessante di come la spesa si distribuisce sul territorio nazionale e tra le diverse generazioni, smentendo forse alcuni luoghi comuni e confermandone altri. A emergere con un budget medio più consistente sono infatti i cosiddetti over 55, in particolare coloro che rientrano nella fascia d'età 55-64 anni, i quali, probabilmente grazie a una situazione economica e pensionistica più stabile, si concedono una serata con meno restrizioni. A questo dato anagrafico se ne affianca uno geografico altrettanto significativo: sono i residenti nel Meridione, nelle regioni del Sud Italia, a dichiarare le intenzioni di spesa più elevate, mantenendo vivo quel ruolo centrale della cucina e della festa nella cultura locale che spesso travalica le mere considerazioni di carattere economico.
Un quadro in chiaroscuro per la tradizione
Il quadro che ne risulta è quindi duplice: da un lato, la tradizione del cenone rimane un pilastro irrinunciabile per la gran parte degli italiani, un appuntamento che mobilita risorse e che muove un giro d'affari miliardario, sostenendo una filiera che va dalla grande distribuzione alla piccola pescheria, dall'enoteca sotto casa al mercato rionale. Dall'altro lato, però, lo stesso pilastro mostra qualche incrinatura, con una contrazione generalizzata della spesa media che funge da termometro di una diffusa prudenza. Questo non significa che la festa perderà il suo fascino o la sua importanza, ma piuttosto che le modalità con cui viene celebrata potrebbero adattarsi a un contesto economico mutato, dove la ricerca della qualità e dell'essenziale potrebbe prendere il sopravvento sull'abbondanza fine a se stessa.




