Qantas, dati di 5,7 milioni di clienti finiti online dopo il furto di luglio

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La compagnia aerea australiana Qantas ha confermato che le informazioni personali, che erano state sottratte in un attacco informatico lo scorso luglio, sono state diffuse in rete. L'azienda, che aveva inizialmente comunicato il furto, ha precisato come i dati di ben 5,7 milioni di viaggiatori siano stati pubblicati dai criminali informatici i quali, secondo quanto dichiarato in una nota, hanno agito "attraverso una piattaforma di terze parti". Questo grave episodio, che si inserisce in un panorama globale sempre più segnato dalla minaccia del cybercrime, ha visto la compagnia identificarsi come una delle molte realtà internazionali colpite da simili azioni illecite, le quali sfruttano vulnerabilità in servizi esterni per accedere a archivi sensibili.

Il contesto dell'attacco informatico

L'incidente, che ha provocato l'esfiltrazione di un ingente quantitativo di dati, non rappresenta un caso isolato ma piuttosto un esempio della metodologia adottata dai gruppi specializzati in questo genere di attività criminali. I quali, operando attraverso infrastrutture digitali spesso complesse e basate su servizi di intermediari, rendono ancor più difficile per le aziende proteggere i sistemi e, di conseguenza, le informazioni dei propri clienti. La compagnia aerea, pur senza entrare nel dettaglio della natura specifica delle informazioni trafugate, ha ribadito di aver attivato tutti i protocolli per informare le persone coinvolte e per collaborare con le autorità competenti.

L'operazione internazionale contro BreachForums

Proprio nel momento in cui si apprendeva della diffusione online dei dati dei passeggeri Qantas, un'importante operazione di polizia ha segnato un colpo significativo contro l'ecosistema criminale che gestisce questo mercato illecito. L'FBI, insieme alle autorità francesi, ha infatti sequestrato i domini di BreachForums, una piattaforma che era divenuta un punto di riferimento per lo scambio e la pubblicazione di dati rubati. Il forum, gestito dal collettivo noto come ShinyHunters, era al centro di un sistema di estorsioni digitali che colpiva numerose aziende in tutto il mondo, le quali venivano minacciate della divulgazione pubblica delle informazioni se non avessero corrisposto i riscatti richiesti.

La fine di una minaccia digitale

L'intervento delle forze dell'ordine, che ha portato alla chiusura della piattaforma, è avvenuto in un frangente particolarmente delicato. Il gruppo di cybercriminali si apprestava infatti a rendere pubblici i dati ottenuti da altre violazioni, come quella ai danni di Salesforce, coinvolgendo una lunga serie di multinazionali che si erano rifiutate di pagare. L'abbattimento di BreachForums, quindi, non rappresenta soltanto la chiusura di un sito ma l'interruzione, almeno temporanea, di un canale privilegiato attraverso il quale veniva alimentato il mercato nero dei dati personali, un qualcosa che tocca da vicino anche casi come quello della compagnia aerea australiana.

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