Zelensky riconquista Trump con l’accordo sulle terre rare, ma il nodo Crimea resta
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Redazione Esteri
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Dopo mesi di frizioni, culminate nell’incontro teso alla Casa Bianca tra Volodymyr Zelensky e Donald Trump, il presidente ucraino è riuscito a ribaltare la situazione, ottenendo non solo una riconciliazione con l’inquilino della Casa Bianca, ma anche un’intesa economica che potrebbe avere ripercussioni geopolitiche. L’accordo sulle terre rare, firmato questa settimana, segna una svolta nei rapporti tra Washington e Kiev, spostando gli equilibri anche sul piano diplomatico. Secondo indiscrezioni del New York Times, la mossa di Zelensky avrebbe contribuito a raffreddare i rapporti tra Trump e Vladimir Putin, riaccendendo le speranze ucraine in un momento critico del conflitto.
«Ottimo l’accordo con gli Stati Uniti per lo sfruttamento congiunto delle risorse ucraine. Per noi è molto favorevole, ci aiuterà nella guerra e in generale rafforzerà la posizione dell’Ucraina!», ha dichiarato Mikhailo Podolyak, consigliere di Zelensky, in un’intervista rilasciata poche ore dopo la firma del patto. Appena rientrato da una visita nelle zone più calde del fronte, Podolyak ha sottolineato l’importanza strategica dell’intesa, senza però nascondere le difficoltà: «Non possiamo cedere la Crimea», ha aggiunto, ribadendo una linea che Kiev non intende abbandonare.
L’intesa, tuttavia, nasconde criticità non trascurabili. Le mappe minerarie ucraine, infatti, rivelano che il 60% dei giacimenti di minerali critici – essenziali per la produzione di microchip – si trova nelle aree occupate dalle forze russe, lasciando a Kiev il controllo solo del restante 40%. Un dato che ha sorpreso gli americani, i quali, stando a fonti ben informate, avrebbero orientato i propri interessi verso altri filoni, come quello dell’alluminio, dopo la rottura con il Canada, storico fornitore degli Usa.
Nonostante ciò, l’accordo ha già prodotto effetti immediati: il Dipartimento di Stato americano ha autorizzato l’invio di armamenti per un valore di «50 milioni di dollari o più», segnando un passo avanti nel sostegno militare a Kiev. Parallelamente, Trump ha chiesto un aumento record del budget per la difesa, in un contesto in cui la guerra in Ucraina continua a influenzare gli equilibri globali.
Le prospettive di tregua, però, appaiono ancora lontane. Se da un lato l’intesa economica rafforza la posizione ucraina, dall’altro la questione delle risorse nelle zone occupate rischia di complicare ulteriormente il quadro. Intanto, a Kharkiv, i recenti attacchi con droni russi hanno lasciato nuove macerie, ricordando che il conflitto è ben lontano dall’essere archiviato.




