Borse in affanno, ma Ferrari galoppa nel trimestre. Stellantis si riprende

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Una chiusura debole ha caratterizzato la seduta di martedì 10 febbraio sulle principali piazze finanziarie europee, le quali, dopo la corsa dei giorni precedenti, hanno mostrato segnali di evidente stanchezza mentre gli investitori restavano in attesa di ulteriori indicazioni dalle trimestrali societarie. A Milano, il Ftse Mib ha sostanzialmente azzerato le oscillazioni di giornata, che lo avevano portato a sfiorare la soglia psicologica dei 47mila punti, per concludere le contrattazioni con un lieve calo dello 0,04%, attestandosi poco sopra i 46.700 punti; un andamento, il suo, che rifletteva la generale incertezza del mercato, seppur in un quadro complessivo non allarmante. Performance positive, d’altro canto, sono arrivate dagli altri indici di Borsa Italiana, con il FTSE Italia Mid Cap e il FTSE Italia Star in rialzo rispettivamente dello 0,32% e dello 0,36%, a dimostrazione di come l’interesse si sposti spesso verso realtà con capitalizzazioni differenti.

Il cavallino rampante mette la quinta

A fare decisamente meglio di tutti, però, è stata Ferrari, la cui quotazione ha messo a referto un balzo del 10% in seguito alla pubblicazione dei conti trimestrali, risultati evidentemente superiori alle attese degli analisti e capaci di trainare con il loro slancio l’intero settore automotive e del lusso. Un segnale di forza, quello del cavallino rampante, che ha offuscato la debolezza di altri titoli e ha fornito un fondamentale sostegno al listino milanese, il quale, senza quel contributo, avrebbe probabilmente chiuso in territorio ancor più negativo. In quel medesimo comparto, peraltro, anche il colosso transalpino Kering ha beneficiato dell’onda positiva, registrando un marcato rialzo a Parigi e contribuendo a dare il tono alla giornata per le aziende del lusso, che sembrano dunque confermare una certa resilienza nonostante il clima di cautela generale.

Stellantis risale dopo il tonfo

Altro protagonista di giornata, seppur con un’intensità minore, è stato Stellantis, il quale ha visto la propria azione guadagnare circa tre punti percentuali, riprendendosi parzialmente dal significativo crollo patito nella settimana precedente; una rimonta che gli operatori interpretano come un normale assestamento dopo un eccesso di vendite, ma che comunque denota un interesse da parte del mercato per il Titolo. Tra gli altri valori in evidenza a Milano, si sono mossi con dinamiche opposte Campari e STMicroelectronics, mentre nel campo creditizio Unicredit e Banca Monte dei Paschi di Siena hanno mostrato andamenti contrastanti, rispecchiando la mancanza di una direzione chiara per il settore bancario in questa fase. Ben si sono comportate, infine, realtà come Prysmian, Ariston Holding e Brembo.

Il quadro generale fra Europa e Usa

Oltre i confini italiani, le borse di Francoforte, Parigi e Londra hanno registrato variazioni di modesta entità, confermando la tendenza ad una pausa di riflessione in attesa di nuovi dati aziendali; una situazione di stallo, quella europea, che stride parzialmente con il vigore ancora mostrato da Wall Street, dove l’indice Dow Jones ha proseguito la sua corsa mantenendosi stabilmente al di sopra della quota 50.000 punti, un livello che sottolinea il differente sentire tra i due continenti. Le dinamiche valutarie, con l’euro in fluttuazione contro il dollaro, e quelle delle materie prime, come l’oro, completano un quadro finanziario nel quale la stagione degli utili si conferma il motore principale degli umori, capace di premiare in maniera eclatante le società in grado di sorprendere, come nel caso di Ferrari, e di penalizzare, almeno temporaneamente, chi delude.

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