Eni cede il 20% di Plenitude ad Ares per 2 miliardi: l’affare che rilancia il mercato
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Redazione Economia
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Ares Management, il colosso statunitense degli investimenti alternativi, ha acquisito una quota del 20% di Plenitude, la controllata di Eni specializzata in energia rinnovabile e servizi retail, in un’operazione valutata circa 2 miliardi di euro. L’accordo, siglato attraverso la piattaforma Alternative Credit di Ares – specializzata in finanziamenti legati ad asset e parte di un gruppo che gestisce complessivamente 475 miliardi – assegna a Plenitude un equity value di 10 miliardi, con un enterprise value superiore ai 12.
La mossa, che segue l’ingresso di Energy Infrastructure Partners (già azionista al 10%), consolida il posizionamento di Plenitude nel mercato integrato delle rinnovabili, dove unisce produzione energetica, vendita al dettaglio e soluzioni per la mobilità elettrica. "Rafforza il nostro impegno nella transizione energetica", si legge nella nota di Eni, che ha visto salire le proprie azioni dopo l’annuncio.
Per Ares, già attiva in Europa con investimenti in infrastrutture, l’affare rappresenta un’espansione strategica in Italia, Paese chiave per la diversificazione energetica. L’operazione, chiusa nel primo trimestre del 2025, riflette la crescente attrazione degli investitori internazionali verso i player europei dell’energia pulita, in un contesto dove i fondi specializzati cercano di capitalizzare sulla svolta green.
Plenitude, con il suo modello che combina fonti rinnovabili e servizi diretti ai consumatori, diventa così un banco di prova per le partnership tra major energetiche e finanza globale. Senza contare che l’ingresso di Ares – che agisce tramite veicoli creditizi – sottolinea come il mercato privilegi asset tangibili, in settori dove la stabilità dei flussi finanziari è garantita da contratti di lungo periodo.




