Zelensky definisce "sfilata di cinismo" le celebrazioni del Giorno della Vittoria a Mosca
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Redazione Esteri
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Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha bollato come "sfilata di cinismo" le celebrazioni del 9 maggio a Mosca, dedicate alla vittoria sovietica nella Seconda Guerra Mondiale, accusando il Cremlino di strumentalizzare la storia. "Domani l’organizzatore delle fosse comuni di Bucha parlerà delle atrocità naziste", ha dichiarato, in un chiaro riferimento a Vladimir Putin, senza citarlo direttamente. Le parole di Zelensky arrivano mentre la retorica bellica russa raggiunge il suo apice, con la parata militare sulla Piazza Rossa che, più che commemorare il passato, sembra voler legittimare l’aggressione in corso.
Kiev ha respinto con sarcasmo la tregua di tre giorni annunciata da Mosca, giudicandola una mossa propagandistica priva di sostanza, lontana dall’avviare reali negoziati. La risposta ucraina riflette lo scetticismo verso un’iniziativa percepita come un tentativo di guadagnare tempo, mentre il riarmo russo prosegue a ritmi sostenuti. Contrariamente alle previsioni occidentali, che avevano sottovalutato la capacità industriale della Russia, Mosca ha potenziato non solo la quantità ma anche la sofisticazione dei suoi armamenti, surclassando diversi programmi europei ancora in fase di sviluppo.
Il culto della "vittoria", ossessivamente ripetuto nella retorica ufficiale, serve a legare il trionfo del 1945 all’attuale conflitto, presentando la guerra in Ucraina come un’estensione della lotta contro il male assoluto. Una narrazione che, se all’interno rafforza il consenso, all’estero suona come una provocazione, soprattutto per chi, come Zelensky, vede in quelle celebrazioni un’offesa alla memoria delle vittime di Bucha e di altre stragi. L’attesa per la parata ha dominato il dibattito politico ucraino, spostando simbolicamente l’epicentro del conflitto a Mosca, seppure per un giorno.




