Guerra Russia-Ucraina, l’avanzata di Mosca accelera. Macron e Putin a colloquio, Kiev accusa: "Petroliera esplosa era della flotta ombra del Cremlino"
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Redazione Esteri
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Mentre si attende un possibile nuovo round di negoziati a Istanbul, il conflitto in Ucraina entra in una fase cruciale, con Mosca che consolida il suo controllo sul terreno. Leonid Pasechnik, il governatore filorusso della regione di Lugansk, ha annunciato in diretta sul Primo Canale di Mosca che «il 100 per cento dell’oblast è finalmente sotto controllo russo». Se confermato, si tratterebbe del primo territorio ucraino interamente occupato dopo oltre tre anni di guerra, un traguardo simbolico e strategico per il Cremlino.
I numeri diffusi dall’agenzia France Press, incrociati con le mappe dell’Institute for the Study of War, delineano un’accelerazione preoccupante: a giugno le truppe di Putin hanno conquistato 588 chilometri quadrati, superando i 507 di maggio, i 379 di aprile e i 240 di marzo. Un’espansione che, seppur frammentata, dimostra come Mosca stia sfruttando ogni margine per consolidare le posizioni, mentre Kiev fatica a contenere l’offensiva.
Sul fronte diplomatico, intanto, Emmanuel Macron e Vladimir Putin hanno avuto un colloquio telefonico, il primo dopo settimane di silenzio. Se i dettagli non sono stati resi pubblici, fonti vicine all’Eliseo lasciano intendere che si sia discusso di una possibile tregua, sebbene le condizioni rimangano lontane dalle richieste ucraine. Zelensky, dal canto suo, ha ribadito la disponibilità a un cessate il fuoco, ma solo se accompagnato dal ritiro delle truppe russe dai territori occupati.
A complicare lo scenario, un’esplosione ha distrutto una petroliera al largo delle coste libiche. Kiev non ha esitato ad attribuire la responsabilità al Cremlino, sostenendo che la nave facesse parte della “flotta ombra” utilizzata da Mosca per eludere le sanzioni. «È l’ennesimo tentativo di finanziare la guerra aggirando le restrizioni internazionali», ha dichiarato un portavoce del ministero della Difesa ucraino, senza però fornire prove concrete.




