Un anno di ricordi e richieste di giustizia dalla strage di Cutro
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Redazione Interno
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Un anno è passato dalla tragica notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023, quando un caicco proveniente dalla Turchia si è schiantato sulle secche a pochi metri dalla riva di Steccato di Cutro. Il bilancio è stato di 94 morti, tra cui 34 bambini, decine di dispersi e famiglie distrutte. La strage di Cutro rimane una storia di scaricabarile e mancanza di responsabilità.
Le parole del governo
Sei giorni dopo il disastro, la premier Giorgia Meloni ha dichiarato che nessuna comunicazione di emergenza era arrivata alle autorità italiane da Frontex. L'Italia non era stata avvertita del rischio di affondamento della barca, scaricando così la colpa sull'Agenzia europea delle frontiere, coinvolta nell'operazione Themis e impegnata nel pattugliamento aereo del tratto di mare.
Commemorazioni e promesse
Nella giornata odierna, la leader del Partito Democratico, Elly Schlein, ha deposto un mazzo di fiori sulla spiaggia di Steccato, nel punto in cui è avvenuto il naufragio. Schlein ha ribadito l'impegno del suo partito nel chiedere verità e giustizia per tutte le vittime e nel far rispettare le promesse fatte ai familiari delle vittime e ai superstiti.
Domande senza risposta
Da un anno la stessa domanda rimane senza risposta: come è stato possibile che non partissero i soccorsi della Guardia Costiera? Questa domanda continua a essere posta da Schlein, che a Crotone ha incontrato alcuni dei familiari e parenti delle vittime in occasione dell'anniversario del naufragio di Cutro.




