Maltempo al centro-sud, tra fango e silenzio proseguono le ricerche del disperso nel crollo del ponte sul trigno
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Redazione Interno
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Le acque del fiume Trigno, ancora gonfie e torbide dopo l’ondata di maltempo che ha flagellato il centro-sud, restano il teatro principale di una vicenda giudiziaria e umana destinata a non chiudersi in fretta. In Molise, e più precisamente nel comune di Montenero di Bisaccia, i vigili del fuoco non hanno mai interrotto le battute di ricerca dell’uomo disperso – la cui auto è precipitata insieme a un troncone del viadotto sulla Statale 16 Adriatica – e il ritrovamento, da parte degli stessi pompieri, del paraurti del veicolo incastrato sotto i detriti del ponte crollato ha fornito un primo, seppur macabro, indizio sulla dinamica dell’impatto. L’intera area, dichiarata inagibile per le operazioni più complesse, rimane presidiata giorno e notte; nessun segnale, per ora, ha restituito tracce certe dell’automobilista.
La conta dei danni dopo le piogge torrenziali
Passata la fase acuta dell’emergenza meteorologica, che aveva costretto le autorità a chiudere diverse arterie stradali e a evacuare alcune abitazioni in Abruzzo e nelle zone interne del Molise, è cominciata la lunga e minuziosa conta dei danni provocati dalle piogge torrenziali. I tecnici della Protezione civile, coordinati sul campo dal capo del Dipartimento nazionale Fabio Ciciliano, hanno ispezionato le aree più esposte al dissesto idrogeologico: frane di modeste dimensioni si sono verificate lungo alcune colline, mentre diversi sottopassi e tratti di viabilità secondaria risultano ancora allagati. L’attenzione, tuttavia, non si concentra soltanto sulle infrastrutture minori; il crollo del ponte sulla statale ha imposto una riflessione immediata sullo stato di salute di altri manufatti simili, costruiti spesso decenni fa e sottoposti a sollecitazioni sempre più intense a causa dei cambiamenti climatici in atto.
Riapre il ponte sulla provinciale 55, un collegamento vitale tra molise e abruzzo
Una notizia di segno opposto, capace di interrompere l’iter delle cronache più cupe, arriva dalla Strada Provinciale 55. La Provincia di Campobasso, dopo aver completato le verifiche statiche e dinamiche del caso, ha infatti emesso un’ordinanza che autorizza la riapertura del ponte sul Trigno situato a poche centinaia di metri di distanza da quello crollato. Il transito veicolare è ripreso immediatamente, senza che si registrassero code o criticità particolari; il ripristino dei collegamenti viari diretti tra Molise e Abruzzo, in particolare tra Montenero di Bisaccia e San Salvo, è stato accolto come un’ancora di salvezza per pendolari e operatori commerciali, costretti nei giorni scorsi a lunghi e snervanti percorsi alternativi. I tecnici hanno escluso qualsiasi danno strutturale sul secondo ponte, la cui posizione leggermente più a monte lo ha preservato dalla furia della piena.
Il nodo delle indagini e l’assenza di certezze
Mentre il traffico torna a scorrere regolare sulla provinciale, restano invece fitte le ombre che avvolgono le sorti di Domenico Racanati – questo il nome dell’uomo che era a bordo dell’auto spazzata via dalla corrente – e le cause precise che hanno innescato il cedimento del viadotto della statale 16. Gli inquirenti hanno acquisito i primi documenti relativi alla manutenzione ordinaria e straordinaria dell’infrastruttura, e non si esclude che nei prossimi giorni vengano disposte perizie tecniche per accertare eventuali concause legate alle eccezionali precipitazioni. I sommozzatori dei vigili del fuoco continuano a scandagliare il letto del fiume, reso insidioso da detriti e correnti residue; il ritrovamento del solo paraurti, per quanto indicativo, non ha purtroppo permesso di localizzare il resto del veicolo né di risalire alla posizione esatta del conducente. Le ricerche proseguono senza sosta, coordinate dalla prefettura e monitorate passo dopo passo dalla procura competente.




