Lombardia respinge stop lavoro per il caldo, Bertolaso valuta ordinanza
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Redazione Salute
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Mentre l’Arpa Lombardia segnala temperature che, nel weekend, toccheranno i 40 gradi in pianura, la Regione ha deciso di non intervenire con misure straordinarie per proteggere i lavoratori esposti al caldo estremo, nonostante le richieste avanzate dai sindacati. Cgil, Cisl e Uil avevano chiesto un’ordinanza simile a quella già adottata in Emilia-Romagna, dove dal prossimo lunedì sarà vietato lavorare all’aperto tra le 12 e le 16 quando il termometro supera i 35 gradi percepiti. Ma in Lombardia, dopo il confronto in cabina di regia – che riuniva Inail, Ats, Ispettorato del lavoro e rappresentanti delle imprese – la proposta è stata ritenuta superflua.
L’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, ha però lasciato uno spiraglio, dichiarando di voler "valutare" eventuali iniziative, senza escludere del tutto un provvedimento. Una posizione che contrasta con quella delle associazioni datoriali – tra cui Confindustria, Assolombarda e Confcommercio – le quali, durante l’incontro, hanno sostenuto che le normative vigenti siano sufficienti a garantire la sicurezza. Intanto, la Filca Cisl di Ferrara ha rilanciato l’allarme, sottolineando i rischi per gli operai edili, costretti a turni sotto il sole cocente. "Proteggere chi lavora in queste condizioni – ha detto il segretario Corrado Pola – significa tutelarne la vita e la dignità".




