Gaza, il Papa telefona al parroco Romanelli: preoccupazione e vicinanza

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   In un gesto di profonda sollecitudine, Papa Leone XIV ha raggiunto telefonicamente questa mattina, 16 settembre, padre Gabriel Romanelli, parroco della parrocchia della Santa Famiglia a Gaza, unico presidio cattolico nell’intera Striscia. La chiamata, effettuata dalla residenza di Castel Gandolfo dove il Pontefice ha trascorso la notte, è giunta a poche ore dal precipitare degli eventi sul terreno, dopo che l’esercito israeliano – com’è noto – ha sferrato un’intensa offensiva nella notte su Gaza City, un’operazione militare segnalata come particolarmente violenta dai media locali.

Durante il colloquio, il Successore di Pietro ha espresso viva «preoccupazione» per l’inasprimento del conflitto e le sue conseguenze immediate sulla popolazione, assicurando al tempo stesso la sua «preghiera» e la sua «vicinanza» a padre Romanelli e a quanti, nella parrocchia, stanno vivendo ore di grande apprensione. La struttura, che si trova nel cuore del compound, non ha interrotto le sue attività di assistenza, offrendo rifugio a circa 450 persone e continuando a prestare soccorso agli abitanti della zona.

Dall’altra parte della cornetta, il sacerdote argentino – il cui impegno in prima linea è noto – ha aggiornato il Santo Padre sull’evolversi della situazione, descrivendo un quadro di crescente difficoltà e sofferenza. Le sue parole, pur nella drammaticità del contesto, hanno mantenuto un tono improntato alla speranza e a una compassione che non conosce confini, riflettendo la missione di un luogo che, come egli stesso ha definito, è «un altare di pace» da cui si eleva ogni giorno la preghiera.

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