Modena, assalto di giovani al market di via Rainusso: l'ipotesi della spedizione punitiva

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Redazione Interno Redazione Interno   -   MODENA – Sgasano con le moto davanti all'uscita di scuola, escono in gruppo vestiti tutti uguali e se chiedi loro di quanto accaduto a pochi metri ridono. «Io la merce la pago» ci tiene a precisare uno di loro, faccia da bimbo, espressione da duro. È l'aria che tira intorno al triangolo degli istituti tecnico-professionali, il Corni e lo Ial, le scuole frequentate da italiani e alunni di seconda generazione. Uno è stato denunciato: ha sedici anni e quando è arrivato in questura, seppur accompagnato dai genitori, ha minacciato e insultato i poliziotti.

Per tutti gli altri – tutti nel gruppo che hanno assaltato e razziato un supermercato a Modena – è in corso un grande lavoro di indagine da parte dei carabinieri per identificarli.

Si tratta, da quanto emerge, di ragazzini tra i 14 e i 18 anni, alcuni studenti e altri nullafacenti ma ben conosciuti dalle forze dell'ordine. Alcuni hanno appena quattordici, quindici anni. Altri sono più grandi e sono già noti in città per altri episodi di criminalità che li hanno visti coinvolti.

Molti sono già stati identificati dalle forze dell'ordine ma le indagini sono ancora in corso da parte dei carabinieri e, allo stato attuale, ancora non risultano essere stati assunti provvedimenti che, sicuramente, più avanti arriveranno.

Il raid al supermercato Md

Parliamo dei giovanissimi studenti che martedì alle 14 - ma anche in parte mercoledì - hanno preso d'assalto il supermercato Md di via Rainusso, saccheggiando gli scaffali. «Riconosciamo l'incapacità dei ragazzi di rispettare dei limiti, per cui vanno supportati o continueremo a vedere queste scene». Non ci sta al fatto che la sua scuola sia additata come quella dei ragazzi che fanno risse, assaltano i supermercati solo per postare tutto sui social network.

Natascia Schieri è la preside dello Ial, l'ente di formazione professionale di Modena che si trova a pochi metri dal supermercato preso d'assalto martedì da una cinquantina di ragazzini.

La versione dell'istituto Ial

Secondo la ricostruzione fornita dalla dirigenza scolastica, prima del blitz nel punto vendita si è verificato un episodio distinto che ha coinvolto gli allievi dell'istituto. «Era una spedizione punitiva contro un nostro allievo, difeso e protetto da una nostra giovane docente, che ha messo a rischio la propria incolumità pur di far desistere gli aggressori», ha dichiarato l'ente. «Per questo affermiamo senza tema di smentite che i nostri allievi non sono gli autori, ma le vittime di quanto accaduto martedì scorso».

La responsabile della sede di Modena ha spiegato che, al termine delle lezioni, alcuni docenti si sono accorti della presenza di un folto gruppo di ragazzi, estranei ai corsi, che stazionava davanti all'edificio. Valutando la situazione potenzialmente pericolosa, i docenti hanno accompagnato gli studenti in strada e hanno chiamato le forze dell'ordine.

Il secondo raid e le indagini

Mercoledì mattina un gruppo meno numeroso ha fatto nuovamente irruzione nel supermercato, ma i dipendenti erano già stati allertati e hanno costretto i ragazzi ad allontanarsi. I responsabili del punto vendita hanno presentato denuncia ai carabinieri e alcuni dei minori coinvolti sono stati accompagnati in questura. Secondo quanto riferito, nessuno di loro si sarebbe mostrato pentito, tanto da sbeffeggiare gli inquirenti nonostante la presenza dei genitori.

Le immagini delle telecamere di sicurezza e i video circolati sui social network sono ora al vaglio degli investigatori per identificare tutti i partecipanti al raid.

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