Modena, cinquantina di studenti saccheggia il supermercato Md dopo la scuola: indagano i carabinieri

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un pomeriggio di ordinaria tensione si è trasformato in una razzia collettiva. Martedì 22 settembre, poco dopo le 14, un gruppo di circa cinquanta giovanissimi – studenti delle scuole della zona, a giudicare dagli zainetti e dall’orario – ha fatto irruzione nel supermercato Md di via Rainusso, a Modena, saccheggiando gli scaffali e creando una situazione di forte agitazione tra i clienti e i dipendenti presenti.

L’episodio, documentato da video girati dagli stessi protagonisti e diventati virali su TikTok, è ora al centro delle indagini dei carabinieri, intervenuti sul posto per ricostruire l’accaduto anche attraverso le immagini delle telecamere di sorveglianza.

Dieci minuti di caos tra gli scaffali

Secondo le ricostruzioni fornite da diverse testate locali, il raid è durato circa dieci minuti. I ragazzi, molti dei quali con il volto coperto da cappucci o sciarpe per non farsi riconoscere, si sono mossi rapidi tra le corsie: qualcuno infilava bevande, snack e cibo già pronto nello zaino, altri facevano cadere prodotti a terra, mentre altri ancora filmavano la scena con il cellulare tra urla, risate e provocazioni rivolte al personale e ai clienti.

Una dipendente del punto vendita ha raccontato al Tgr Rai che i giovani «cantavano e urlavano», lasciando attoniti quanti si trovavano all’interno per fare la spesa. Il gruppo si è dileguato verso la vicina autostazione delle corriere, dove, secondo alcune testimonianze, la situazione sarebbe degenerata in una rissa tra giovani, anch’essa ripresa e diffusa sui social.

Non è la prima volta: il racconto dei responsabili

A confermare che quello di martedì non è stato un episodio isolato sono i responsabili dell’Md di via Rainusso. «Da quando è iniziata la scuola questo gruppo di studenti, tutti minorenni, ha preso di mira il nostro supermercato», ha spiegato Federico, uno dei responsabili, alla Gazzetta di Modena, precisando di essere in contatto con le forze dell’ordine per tentare di arginare il fenomeno. «Martedì è stato il giorno più critico: i ragazzi erano più di cinquanta. Così tanti non ne avevamo mai visti».

Il giorno successivo, mercoledì 23 settembre, un gruppo meno numeroso – una trentina – avrebbe tentato un nuovo blitz, desistendo però di fronte alla vigilanza del personale, organizzato per seguire i ragazzi tra le corsie. I dipendenti del discount hanno riferito che tentativi simili si ripetono con regolarità dall’inizio dell’anno scolastico.

La posizione dello Ial: «I nostri allievi sono le vittime»

Sulla vicenda è intervenuto con una nota ufficiale anche lo Ial Emilia-Romagna, l’ente di formazione professionale che gestisce una sede proprio in via Rainusso. Secondo la ricostruzione fornita dalla responsabile Natascia Schieri, poco prima del raid al supermercato un folto gruppo di giovani – almeno cinquanta, non frequentanti i corsi dell’ente – si era radunato davanti alla sede scolastica al termine delle lezioni. I docenti, valutata la situazione come potenzialmente pericolosa, avrebbero scortato i propri allievi fino a palazzo Europa e chiamato le forze dell’ordine.

«In quel frangente una giovane collega ha difeso un allievo che un gruppo di giovani stava per aggredire, mentre un’altra docente è stata insultata», ha dichiarato Schieri, definendo quella messa in atto una vera e propria «spedizione punitiva» contro uno studente. Da qui la presa di posizione dell’ente: «I nostri allievi non sono gli autori, ma le vittime di quanto accaduto».

Il presidente Ciro Donnarumma ha aggiunto che la città non può delegare alla scuola la tutela dell’incolumità degli studenti fuori dall’orario scolastico, sottolineando che l’ente sta collaborando con il centro studi CeDisMa dell’Università Cattolica per attività di prevenzione del disagio giovanile.

Le reazioni istituzionali: dal sindaco al Pd

Sull’episodio è intervenuto il sindaco di Modena, Massimo Mezzetti, che ha espresso solidarietà ai lavoratori del punto vendita e ha definito quanto accaduto «un fatto grave». «La logica del branco può manifestarsi nel furto, come in questo caso, ma può rivolgersi anche contro le persone, con conseguenze ben più gravi», ha dichiarato il primo cittadino, secondo cui i giovanissimi coinvolti agiscono «con la convinzione di poter restare impuniti».

Mezzetti ha poi indicato la necessità di affrontare il tema della devianza minorile agendo su quelle che ha chiamato le tre «R»: responsabilità, riparazione e rieducazione, aggiungendo che «continuare a introdurre nuovi reati e ad aumentare le pene, come ha fatto il Governo, evidentemente non basta».

Dura anche la condanna del Partito Democratico cittadino, che in una nota firmata dal segretario Diego Lenzini, dal responsabile sicurezza Stefano Manicardi e dal consigliere comunale Alberto Bignardi ha chiesto che «non sia accettabile che la dimensione del gruppo diventi uno scudo dietro cui nascondere le responsabilità dei singoli».

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