Raid russi su Zaporizhzhia, condominio in fiamme e un bilancio di tre morti: le immagini dell’attacco

Raid russi su Zaporizhzhia, condominio in fiamme e un bilancio di tre morti: le immagini dell’attacco
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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L’ennesima notte di guerra ha lasciato il segno su Zaporizhzhia, dove i raid aerei russi hanno centrato un edificio residenziale nel cuore della città, scatenando incendi che dal terzo al nono piano hanno avvolto gli appartamenti e costretto i residenti a fuggire tra le fiamme. Il Servizio statale di emergenza dell’Ucraina ha confermato un bilancio provvisorio di tre persone uccise e tredici feriti, mentre i soccorritori continuano a setacciare le macerie tra i piani superiori, ancora fumanti, e il cortile interno trasformato in un campo di detriti.

L’attacco al palazzo e i soccorsi tra le macerie

Secondo le prime ricostruzioni, i missili o i droni Shahed – la tipologia esatta non è stata ancora ufficializzata dalle autorità militari ucraine – hanno colpito l’edificio nelle prime ore del mattino, provocando un crollo parziale della struttura e innescando roghi che si sono sviluppati verticalmente lungo la facciata.

I vigili del fuoco, giunti sul posto con diverse autobotti, hanno impiegato ore per domare le fiamme, mentre le squadre di ricerca e salvataggio estraevano i corpi senza vita e prestavano le prime cure ai feriti, alcuni dei quali in condizioni critiche a causa delle ustioni e delle lesioni riportate nello schianto.

Le immagini diffuse dal Servizio statale di emergenza mostrano finestre divelte, balconi carbonizzati e muri anneriti, con colonne di fumo denso che si alzano tra i piani superiori, mentre i residenti si raccolgono in strada avvolti in coperte, sotto lo sguardo dei vicini e dei passanti.

Un residente, Karteryna, ha raccontato ai giornalisti presenti sul luogo l’orrore di quelle ore, dichiarando che "è impossibile descrivere quello che abbiamo visto", mentre gli operatori sanitari allestivano un punto di primo soccorso nella piazza antistante il condominio per trattare i feriti più lievi e avviare quelli più gravi verso gli ospedali della città.

I danni collaterali e il contesto dell’offensiva russa

Decine di veicoli parcheggiati nelle vicinanze sono stati danneggiati dalle schegge e dalla deflagrazione, con vetri in frantumi e carrozzerie perforate, a testimonianza della violenza dell’impatto che ha sconvolto un intero quartiere residenziale, fino a ieri considerato relativamente al riparo dai bombardamenti più intensi.

L’amministrazione militare regionale ha riferito che i raid hanno interessato anche altre aree della città, ma il palazzo colpito è stato il bersaglio principale, con danni che rendono inagibili numerosi appartamenti e costringono decine di famiglie a cercare rifugio altrove, in attesa di un censimento definitivo dei danni.

L’attacco di Zaporizhzhia si inserisce in una fase particolarmente cruenta del conflitto, mentre le forze di terra russe, secondo quanto denunciato dall’Onu, continuano a premere lungo la linea del fronte e si sono spinte fin dentro la regione di Kharkiv, dove i combattimenti corpo a corpo nelle trincee e nei centri urbani hanno intensificato la pressione sulle difese ucraine.

Nel frattempo Kiev ha risposto con lanci di droni verso il confine russo, confermando la dinamica di fuochi incrociati che ormai caratterizza il millesimo cinquecentonovantanovesimo giorno di guerra, una data che segna un ulteriore aggravamento delle condizioni umanitarie nelle zone più esposte.

La reazione diplomatica e le denunce internazionali

Le Nazioni Unite hanno prontamente denunciato i nuovi attacchi russi contro obiettivi civili, sottolineando come la reiterata presa di mira di edifici residenziali configuri una violazione sistematica del diritto internazionale umanitario, e chiedendo ancora una volta un accesso senza ostacoli per gli operatori umanitari nelle aree colpite.

I rappresentanti dell’organizzazione internazionale hanno espresso profonda preoccupazione per le sorti della popolazione civile intrappolata nelle città sotto assedio, dove le scorte di cibo, acqua e medicinali si riducono di giorno in giorno, e dove gli ospedali faticano a far fronte all’afflusso continuo di feriti.

Le autorità di Mosca non hanno ancora rilasciato commenti ufficiali sull’episodio di Zaporizhzhia, limitandosi a ribadire la tesi secondo cui le forze armate russe colpiscono esclusivamente infrastrutture militari o di supporto logistico, una versione che i fatti sul terreno e le testimonianze dei sopravvissuti smentiscono con drammatica chiarezza, come dimostrano i rottami degli appartamenti e gli effetti personali sparsi tra i rottami.

Sul fronte giudiziario, la procura ucraina ha aperto un fascicolo per crimini di guerra e ha già avviato le prime audizioni dei testimoni, nell’ambito di un’inchiesta che punta a documentare ogni singolo episodio per futuri procedimenti davanti alla Corte penale internazionale.

Lo scenario militare tra Zaporizhzhia e Kharkiv

Mentre i soccorsi a Zaporizhzhia proseguono e la città cerca di rialzarsi dopo l’ennesimo bombardamento, le forze armate ucraine hanno rafforzato le loro postazioni difensive nella regione orientale, cercando di contenere l’avanzata russa che mira a sfondare verso i centri nevralgici dell’oblast di Kharkiv, dove nei giorni scorsi si sono registrati intensi scambi di artiglieria e incursioni di fanteria.

I vertici militari di Kiev hanno confermato che i droni utilizzati per i contrattacchi hanno raggiunto obiettivi sensibili oltre confine, colpendo depositi di munizioni e centri di comando nella regione di Belgorod, in un tentativo di rallentare la logistica nemica e alleggerire la pressione sui fronti interni.

Parallelamente, i governatori locali hanno fatto appello alla popolazione affinché si attenga scrupolosamente alle norme di sicurezza durante gli allarmi aerei, mentre le squadre di disinnesco bombe lavorano senza sosta per rimuovere i residuati bellici disseminati nei quartieri colpiti, riducendo così il rischio di ulteriori vittime tra i civili che tentano di fare ritorno alle loro case.

La guerra, ormai entrata nel suo 1599° giorno, non accenna a diminuire la propria intensità e l’orrore di Zaporizhzhia si aggiunge a una lunga scia di attacchi che hanno devastato le città ucraine, trasformando palazzi, scuole e ospedali in bersagli di una logica militare che sembra non conoscere più confini né limiti di sorta.

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