Garlasco, la replica di Bugalalla sui soliloqui di Sempio accende il dibattito: “Impossibile commentasse quei post”

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Il caso di Garlasco torna a caricarsi di tensione dialettica, questa volta non attorno a un reperto genetico o a una traccia papillare, bensì intorno al contenuto di quei celebri soliloqui che Andrea Sempio, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, avrebbe registrato lo scorso 14 aprile mentre si trovava in auto.

Se la difesa, rappresentata dall’avvocata Angela Taccia, aveva in più occasioni sostenuto che quelle parole altro non fossero se non il commento a voce alta di alcuni post pubblicati sotto i video del canale true crime “Bugalalla Crime”, è arrivata puntuale la smentita della fondatrice del canale, Francesca Bugamelli, che ha contestato punto su punto questa ricostruzione nel corso della trasmissione “Ignoto X” condotta da Pino Rinaldi.

La creator, intervenuta con un contributo audio, ha voluto mettere i puntini sulle ‘i’ riguardo a una confusione che, a suo dire, avrebbe caratterizzato le ricostruzioni giornalistiche delle scorse settimane.

La posizione di Francesca Bugamelli, che da anni segue i risvolti giudiziari del delitto di Garlasco con la lente dell’investigazione digitale, si è basata su una verifica diretta dei contenuti del suo stesso archivio.

Nel dettaglio, la youtuber ha spiegato come la difesa di Sempio abbia prima ipotizzato che il giovane stesse commentando il contenuto specifico di un suo video – circostanza che lei stessa ha definito “impossibile” dato l’argomento trattato in quella specifica registrazione – e successivamente abbia corretto il tiro, sostenendo che Sempio stesse invece leggendo i commenti degli utenti.

“Abbiamo trovato solo il commento del 17 marzo 2025, che per essere trovato, letto e commentato da Andrea Sempio richiedeva molto tempo, dato che prima di quello vi erano oltre 300 commenti”, ha dichiarato Bugamelli, sottolineando una discrasia temporale che renderebbe poco fluido il flusso verbale ascoltato negli audio.

La difesa risponde: “Abbiamo depositato tutto in procura, niente invenzioni”

Se da un lato la creatrice di “Bugalalla Crime” ha chiuso la porta a qualsiasi collegamento diretto tra i monologhi di Sempio e i contenuti del suo canale, dall’altro l’avvocata Angela Taccia non ha gradito il tono utilizzato nella smentita, difendendo con fermezza il lavoro investigativo dei legali. Replicando in studio a “Ignoto X”, la rappresentante della difesa ha ribadito che la memoria depositata in Procura è estremamente dettagliata e, contrariamente a quanto lasciato intendere dalla youtuber, non si riferisce esclusivamente ai video di Bugalalla.

“Nella mia memoria difensiva siamo stati molto precisi perché abbiamo parlato di Bugalalla ma anche di tanti altri commenti che erano stati postati su vari gruppi Facebook”, ha precisato Taccia, allargando il ventaglio delle possibili fonti di ispirazione per i soliloqui di Sempio. La legale ha poi rivelato un dettaglio procedurale non secondario: i commenti letti dall’indagato, laddove fossero stati rimossi o non più visibili online, sono stati tempestivamente salvati, stampati e allegati agli atti come prova a discarico.

“Noi non ci siamo inventati niente – ha affermato la legale – lo abbiamo depositato in Procura, valuteranno loro”.

La questione dei contenuti digitali e la verifica dei commenti

Il cuore dell’intera querelle, che ha monopolizzato diverse puntate dei programmi crime italiani, risiede proprio nella verificabilità delle fonti digitali in un contesto giudiziario sempre più incline a considerare le tracce virtuali come prove. Da un lato, Francesca Bugamelli ha evidenziato come le tempistiche di pubblicazione dei commenti (alcuni dei quali provenienti da piattaforme come Twitch, e non solo da Youtube) rendano materialmente improponibile l’idea che Sempio li stesse scorrendo in tempo reale per commentarli senza soluzione di continuità.

Dall’altro, la difesa ha opposto una strategia chiara: la certezza di aver raccolto il materiale (indipendentemente dal fatto che fosse su Youtube, Facebook o altre piattaforme) prima che potesse essere oggetto di modifiche o cancellazioni, blindandolo così nella documentazione ufficiale.

Questo botta e risposta, se da un lato non risolve il dubbio su cosa Sempio avesse realmente in mente durante quelle registrazioni, ha quantomeno il merito di chiarire che la difesa non ha mai basato la propria tesi su un unico indizio digitale, bensì su un contesto più ampio di conversazioni online.

Un confronto destinato a far discutere

L’intervento di Francesca Bugamelli, che in passato ha già fornito contributi rilevanti sull’inchiesta (dalla pubblicazione di foto inedite di Sempio sulla scena del crimine fino all’analisi dei metadati del computer di Chiara Poggi), rappresenta quindi un tentativo di smarcare il proprio operato da strumentalizzazioni processuali. La replica di Angela Taccia, dal canto suo, ha messo in luce l’esistenza di una mole di prove documentali (gli screenshot stampati e allegati) che attendono solo di essere valutate dal tribunale.

La polemica, dunque, si sposta dal piano mediatico a quello squisitamente tecnico: se i commenti ci sono e sono stati catalogati, la difesa avrà modo di dimostrare la loro correlazione con i soliloqui; in caso contrario, prevarrà la versione della criminologa. Per il momento, ciò che resta è lo scontro tra due modi opposti di intendere l’informazione giudiziaria: da una parte l’analisi puntuale dei contenuti e dei metadati, dall’altra la certezza della corretta acquisizione della prova prima che questa potesse scomparire dall’ecosistema digitale.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.