Lukashenko vince le elezioni in Bielorussia, una farsa con il soccorso degli "osservatori" italiani

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   In Bielorussia, le elezioni presidenziali hanno confermato Aleksandr Lukashenko al potere con l'87,6% dei voti, un risultato che molti osservatori internazionali hanno definito una farsa. Nonostante le condanne internazionali e le denunce di frode, il regime ha invitato osservatori italiani per legittimare il voto, alimentando la propaganda su Telegram e media inattendibili. Lukashenko, noto come l'ultimo dittatore d'Europa, ha dichiarato con nonchalance che la Bielorussia è una "democrazia brutale", mentre il paese assisteva all'ennesima sceneggiata elettorale, anticipata dal caldo agosto al gelido gennaio per evitare proteste come quelle dell'estate 2020.

Nel frattempo, i diplomatici statunitensi hanno richiesto un'esenzione urgente per i programmi relativi a Kiev dal congelamento di 90 giorni degli aiuti esteri e dagli ordini di "interruzione del lavoro" emessi dal segretario di stato Marco Rubio. Citando preoccupazioni per la sicurezza nazionale, i diplomatici senior del Bureau of European and Eurasian Affairs del dipartimento di Stato hanno chiesto a Rubio una deroga completa per escludere il lavoro dell'agenzia Usa per lo sviluppo internazionale (Usaid) in Ucraina dalla direttiva entrata in vigore venerdì.

Lukashenko, durante un punto stampa di quattro ore tenuto a urne aperte, ha affermato che non gli importa nulla del riconoscimento internazionale delle sue elezioni e che con l'Unione Europea "potremo anche parlare, ma certo non in ginocchio". La situazione in Bielorussia rimane tesa, con la repressione dell'opposizione e la manipolazione del voto che continuano a caratterizzare il regime di Lukashenko.

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